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Susanne Linke: Inner Suspension, workshop per danzatori professionisti, a Salerno grazie a Claudio Malangone e Raid Festival

danza-Raid-FestivalIl Corso di Formazione Professionale DanzaCFP – Ddiretto da Claudio Malangone, presenta Inner Suspension, cinque giorni di workshop intensivo per danzatori professionisti, con una delle coreografe ”poetesse” del teatrodanza tedesco, Susanne Linke.

Di lei viene subito in mente il celebre assolo Im Bade Wannen con l’originale duetto di una donna con una vasca da bagno. Autrice di altri importanti assoli come Flut, Es Schawant, coreografie come Ruhr-Ort, Jardin Cour, AlsoEgmont, Bitte, ideate per prestigiose compagnie internazionali. Formatasi con Mary Wigman, con la Folkwang Hochschule di Essen e il Folwang-Tanzstudio diretto da Pina Bausch. Accanto a Pina Bausch e a Reinhild Hoffmann costituisce il nucleo femminile storico del Tanztheater tedesco. Unifica in sé, nella sua ricerca e scrittura coreografica l’eredità del movimento tedesco prebellico Ausdruckstanz, del teatrodanza tedesco contemporaneo e ha avuto un’influenza decisiva sul paesaggio coreografico della Germania. Ha forgiato negli anni una sua personale ricerca a volte provocatoria in cui i sentimenti più profondi si intersecano alla tradizione storica della danza tedesca.

danza-raidfestival

Ra.i.d., rassegna interegionale danza, nasce da una idea di AltriOrizzonti per creare un network tra compagnie di danza contemporanea per nuove prospettive e spazi di comunicazione. Diverse regioni diventano i portali di accesso al “cantiere” ra.i.d. dove i partner, mantenendo la propria identità e inseme commistionandosi anno per anno stabiliscono un calendario. Ra.i.d. è un luogo/non luogo per la rappresentazione, la sperimentazione, la formazione della danza contemporanea. AltriOrizzonti è un progetto artistico multidisciplinare che vede impegnate le associazioni Borderline e Altre Parole. Il progetto prevede una piattaforma delle arti contemporanee che possa innescare un processo lavorativo e di crescita degli artisti e degli operatori e delle strutture coinvolti. Sostiene la nascita di uno spazio concentrato sulla multidisciplinarietà contemporanea con particolare attenzione alla ricerca e sperimentazione di nuovi linguaggi. Luogo di incontro e confronto tra organismi nazionali e internazionali, che valorizza le vocazioni territoriali e crea opportunità di lavoro, crescita, scambio e confronto tra artisti, discipline e pubblici. Promuove la messa in rete degli organismi e degli operatori coinvolti nel progetto.

danza-teatrodanza-Sunanne-Linke

Susanne Linke

31 marzo – 3 aprile 2014
Auditorium Centro Sociale Salerno.

Workshop for professional dancers / length: 4 Stunden daily

Aren´t we a unity of body – soul – spirit?
This is something that especially a dancing person can – and should be able to – express.
What does the balance between these three aspects of unity look like today?
Isn´t the body the only means of making a soul visible that is influenced by our spirit?
It ist he dancer´s responsibility to school and train his instrument, the body, until he reaches such a transparency and permeability as to be able to give shape to all forms of energy.
My work is about this subtle something.
Will the work on the form have the same emphasis as the expression?
Is a concretization of the subject necessary to achieve this?
How can you work associatively?
How does one deal with dynamics, rhythm and spaces?
And how does one deal with the „oh so exhausting“ body techniques?
There are many steps of formation necessary to reach the unity of work and creator/choreographer/dancer.

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Susanne Linke, Im Bade Wannen

Di seguito un articolo recensione, riportato da Raid festival per la promozione del workshop, uscito in occasione di una replica del celebre assolo Im Bade Wannen al Teatro Goldoni di Firenze.

Fra i più celebri assoli del Tanztheater, Im Bade Wannen di Susanne Linke deve la sua fama all’originalissimo duetto di una donna con una vasca da bagno e ancora oggi, a distanza di anni dalla genesi e dalla prima apparizione nel “bel paese”, stupisce per la pregnante essenzialità del dettato coreografico e stilistico.

Partorito nel 1980 dalla mente di Susanne Linke, una delle storiche ‘poetesse’ del teatrodanza tedesco assieme alle coetanee Pina Bausch e Reinhild Hoffmann, “l’assolo della vasca da bagno” è approdato al Teatro Goldoni di Firenze come un prezioso cadeau natalizio, accompagnato da HerzKammern, un solo maschile di Urs Dietrich. Spettacoli evento dei festeggiamenti organizzati da Versiliadanza per celebrare i due lustri di attività della compagnia con un progetto triennale (la Linke sarà presente anche nel 2004 e nel 2005), le due messinscene hanno trasformato il teatro lorenese dell’Oltrarno fiorentino in un tempio del neoespressionismo coreutico d’Oltralpe.

Im Bade Wannen maturò durante un soggiorno a New York quando la Linke, fedele discepola del ‘credo’ bauschiano, cercava nella quotidianità la fonte di ispirazione e la trovò nell’appartamento di una danzatrice che, bizzarramente, aveva la vasca da bagno in cucina. Nacque così l’idea di ballare con la vasca e trasformarla in un partner dotato di valenze simbolico-allusive. La prima delle tre Gymnopédies di Erik Satie, con l’aggiunta di brani di Claude Debussy, costituì la colonna sonora di una coreografia d’autore che consacrò la Linke “sacerdotessa” del Tanztheater.

Da più di dieci anni la famosa creazione mancava dalle scene europee e dall’Italia (il debutto italico risale al 1982) e la ripresa al Goldoni di Firenze, insieme a quelle del Teatro Due di Parma e del Teatro Annibal Caro di Civitanova Marche, costituisce un avvenimento sia per l’interpretazione della stessa coreografa, giunta alle soglie dei sessanta anni e definita di recente dalla stampa austriaca “favolosa, elegante danzatrice da sogno”, sia per l’inalterata bellezza di una creazione che è un “classico” del repertorio coreutico mondiale.

Salutato negli anni Ottanta come un assolo femminista per la denuncia della condizione della donna, relegata al ruolo di Cenerentola, in realtà Im Bade Wannen è il frutto di una weltanschauung in cui la banale consuetudine del lavarsi (compreso lo spolverare) si trasforma ‘d’annunzianamente’ in opera d’arte e affascina lo spettatore.

Nella nuda essenzialità di una scena avvolta dalla penombra, una vuota e massiccia vasca color avorio collocata sul lato sinistro (il destro rispetto al pubblico) attende l’arrivo di una figura femminile che, al pari di una dea dell’Olimpo, incede con eleganza sul palcoscenico, indossando una lunga veste di seta rosa pallido con le spalle scoperte, i capelli raccolti in una morbida coda di cavallo e una salvietta in mano. La donna, figura statuaria e carismatica, inizia il suo breve ma intenso duetto con la vasca sulle note della musica “greca” di Satie. A poco a poco il contatto diventa sempre più stretto e Susanne, “come augel per suo richiamo”, si immerge, si bilancia e sbilancia sui bordi della vasca, li lucida, disegna intorno dei movimenti senza mai allontanarsi, proietta in questo rapporto la malinconia del suo io femmineo in un continuum coreografico interrotto da stupende pose pensose, mutuate dall’iconografia dell’arte neoclassica di Canova e David.

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Susanne Linke, Im Bade Wannen

La Linke (autrice di altre famose danze solistiche come Flut, Es Schawant, o danze d’insieme come Ruhr-Ort, Jardin Cour, Also Egmont, Bitte, ideate per prestigiose compagnie internazionali) ha sempre prediletto la qualità danzante e fluida del movimento, rispetto alla corposa concettuosità degli Stucke (pezzi) di Pina Bausch o al “rigore costruttivo” delle pièces di Reinhild Hoffamann; fondamentale è stata la formazione con Mary Wigman, la Folkwang Hochschule di Essen e il Folwang-Tanzstudio diretto da Pina Bausch, di cui è stata direttrice con la Hoffmann. Assurta al ruolo di capofila del teatrodanza teutonico, l’artista non ha mai dimenticato il suo apprendistato professionale e Affekte dell’88, un omaggio a Dore Hoyer, esponente della danza espressionista tedesca e direttrice della Scuola Wigman, ha segnato il sodalizio con Urs Dietrich, ballerino e coreografo svizzero, forgiato alla Folkwnag-Hochschule.

Condirettore del Tanztheater a Brema insieme alla Linke dal ’94 al ’96 (dal 2000 è il solo responsabile) e ospite dei più importanti teatri in tutto il mondo, il quarantacinquenne Urs è da anni partner artistico della Linke, di cui ha ripreso alcuni lavori, fra cui Flut. Il monologo di danza HerzKammern, ideato da Dietrich nel 1995, è una riflessione sul rapporto uomo-macchina in una scena priva di arredi che diventa simbolo dell’aridità esistenziale dell’uomo del terzo millennio. Impegnato come Charlot di Tempi moderni a combattere la tecnologia, Urs rappresenta ‘in danza’ la difficoltà di trovare uno spazio in cui l’individuo possa riconoscersi, e il corpo è lo strumento per esprimere questa inquietudine. Dalla posizione a terra il danzatore passa piano piano a quella eretta in una kìnesis (movimento) fluida, intervallata da momenti di stasi; tutta la coreografia si disegna in uno spazio ristrettissimo che focalizza l’attenzione sulla dinamica interiore del gesto. Dietrich dà prova di una invidiabile sapientia coreutica contemporanea nella padronanza di movimenti del diaframma, nella potenza che sprigiona anche da un semplice passo, nella capacità di restare, come sospeso, nella postura in piedi o in quella bilanciata, appoggiato sulla schiena, convogliando tutta l’energia sul plesso solare.

HerzKammern e Im Bade Wannen sono un fulgido esempio di danza d’autore e suonano come un monito per i coreografi odierni che, troppo spesso, indulgono in spettacoli lunghi e tediosi. La sintesi è un grande dono e l’affluenza e il successo di pubblico al Teatro Goldoni sono l’innegabile conferma.”

http://www.raidfestival.it/

http://www.borderlinedanza.it/

Informazioni su milanoartexpo

Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: francescotadini61@gmail.com

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