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Danza Butoh: rubrica di Milano Arte Expo a cura di Sara Pulici

Danza-butoh-Inretormann-milano-arte-expo-danzaUna rubrica specifica sulla Danza Butoh, inaugurata con un focus su uno dei fondatori del genere, Kazuo Ohno. Grazie alla collaborazione con Sara Pulici potremo entrare nel merito di una danza, di un linguaggio molto importante quanto carico di significati. Sara Pulici è danzatrice e performer, laureata in Filosofia con indirizzo Antropologico con una tesi sul butoh dal titolo “Divorare le tenebre, la danza butoh come esperienza di sconfinamento”. Relatrice nel 2007 al convegno sul maestro Kazuo Ohno organizzato dall’Università di Bologna.

Nel 1950 l’incontro tra Kazuo Ohno con Tatsumi Hijikata fu decisivo per l’evoluzione della danza Butoh. Danza che, da un punto di vista prettamente tecnico, si colloca tra i due diversi teatri giapponesi, il teatro No e il teatro Tabuki; mentre da un punto di vista storico, alcune correnti di pensiero, sostengono essa sia strettamente collegata alla tragedia e alle sofferenza delle due bombe di Hiroshima e Nagasaki, dia forma e rappresenti la sofferenza e la tragedia della seconda guerra mondiale; si ponga quale ribellione alla disumana civilizzazione che ha portato con sé la bomba atomica, la massificazione e l’americanizzazione della società giapponese.

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Kazuo Ohno, The Butterfly Dream

La danza Butoh è una delle espressioni più interessanti del teatrodanza contemporaneo. Il suo vero inizio, nella forma di spettacolo, è indicato, in Giappone, nel 1959 con Tatsumi Hijikata e Kazuo Ohno. La sua ricerca è tesa alla riscoperta del lato arcaico della corporeità in contatto con la nostra parte più autentica. Si ricollega, in qualche modo, alla danza espressionista europea ampliandone gli orizzonti, ne riprende l’eredità e la sviluppa incorporandola nella visione di un corpo -anima -psiche che conserva il suo legame originario con l’universo: il corpo connesso al suo centro ed al centro del cosmo è connesso anche alla sua ombra.Il corpo del danzatore è sempre teso e contratto, in un immobilismo quasi ieratico, fatto di movimenti lenti, di sospensioni, fisiche, di gesto e temporali, e coperto da uno spesso trucco bianco… Buona lettura.

Federicapaola Capecchi, coreografa

Sara-Pulici

Sara Pulici

Per leggere il primo articolo di Sara Pulici, per la Rubrica Danza Butoh, clicca qui.

Informazioni su milanoartexpo

Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: francescotadini61@gmail.com

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