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Biennale di Venezia e Virgilio Sieni: il 2 maggio prendono il via le attività del Settore Danza

Biennale di Venezia, Milano Arte Expo DanzaLa nomina del nuovo Direttore, Virgilio Sieni,è avvenuta a dicembre 2012 e tra pochi mesi partono le attività del Settore Danza della Biennale di Venezia. Dal 2 maggio al 30 giugno 2013 Venezia sarà palcoscenico delle progettualità del neo direttore, Virgilio Sieni, che ha titolato il suo programma triennale Abitare il mondo – trasmissione e pratiche.

Dal 1999 al 2002 è stato il quadriennio di Carolyn Carlson, con anche l’apertura dell’Accademia di danza da lei diretta (interrotta nel 2003); nel 2003 e 2004 si sperimenta una nuova impostazione per lo spettacolo dal vivo: la formula secondo cui i settori Danza, Musica e Teatro sono diretti ogni anno da un diverso artista, responsabile di una programmazione annuale, invece che pluriennale, allo scopo di invitare il direttore prescelto a esprimere una sua personale visione della contemporaneità, così nel 2003 Frédéric Flamand e nel 2004 Karole Armitage sono chiamati a dirigere le edizioni del Festival Internazionale di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia. Nel 2005, viene chiamato a dirigere il settore Danza Ismael Ivo, che concentra sul corpo il tema portante del suo primo festival, approfondito ed elaborato ulteriormente nelle edizioni successive. Nel 2005 propone Body Attack, un’articolata riflessione sul corpo, dove la danza è intesa come il luogo privilegiato in cui il corpo si mette in gioco, dove il gesto è espressione di tutti i moti dell’anima; al suo secondo anno di direzione, Ismael Ivo prosegue la ricerca sul corpo indirizzandola “sotto-pelle”, Under Skin: il corpo diventa oggetto di discussione e la danza campo di indagine privilegiato, anche di tipo scientifico, in quanto nel danzatore è evidente il rapporto tra pensiero della mente e movimento del corpo. Nel 2007, il viaggio attraverso il corpo approda nei territori del desiderio, visto nella complessità dell’esperienza estetica, nelle sue tensioni e nei suoi limiti, invitando 15 compagnie, 31 artisti e coreografi a esprimere con il loro lavoro una personale visione sul tema Body & Eros. Nel 2008, Ivo prosegue la ricerca concentrandosi, questa volta, sul tema della Bellezza: Beauty; ed è in questo stesso anno che, all’interno del Festival Internazionale di Danza Contemporanea, concretizza un progetto coreggioso(iniziato già nel 2007) come Choreographic Collision, una produzione per quattro giovani coreografi, invitati a elaborare il tema della bellezza misurando la propria creatività con una troupe di professionisti della danza. Nel 2010 prosegue il processo di rinnovo iniziato l’anno precedente con Grado Zero, approdando al 7 Festival Internazionale di Danza Contemporanea, intitolato Capturing emotions. Durante la direzione di Ivo prende vita e cresce l’Arsenale della Danza, Centro di Formazione di Danza Contemporanea, che propone ogni anno dei focus, masterclass e open doors (interrotto nel 2012). Una direzione lunga quanto ricca, un curatore attivo e attento nella creazione di stimoli, circuiti di collaborazione, comunicazione e nuove visioni.

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Paolo Baratta e Virgilio Sieni

Ora è Virgilio Sieni ad avere l’onore e l’onere di coltivare e crescere trasversalità di linguaggi, produttiva, opere sperimentali, percorsi innovativi. Tracce di identità rivelatrici della natura di un luogo privilegiato di ricerca, curiosità, sperimentazione, di arte “in divenire”.

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Virgilio Sieni

Abitare il mondo – trasmissione e praticheè il titolo del suo programma triennale “improntato – come dichiara il coreografo – sul senso della trasmissione ponendo la danza al centro di un dialogo intenso, teso ad aprire la ricerca dei linguaggi del corpo alle questioni del mondo contemporaneo. Ci rivolgeremo con continuità alla formazione, aprendo il campo alla creazione di luoghi in cui i danzatori e i coreografi incontreranno maestri, studiosi, artisti, filosofi e saranno invitati a condurre delle esperienze inedite anche con anziani, donne e uomini, bambini, non vedenti e intere comunità. Un triennio che, di volta in volta, si aprirà al pubblico attraverso cicli di visioni e spettacoli secondo un sistema di adiacenza tra le arti. Il progetto triennale include il 9. Festival Internazionale, pensato come un articolato sistema di dialoghi tra le culture del mondo; il Festival proporrà cicli di esperienze e spettacoli presentati come dittici e polifonie: spazi adiacenti che ospiteranno il dialogo tra la danza contemporanea e le altre arti, l’antropologia e la filosofia”.

Il nuovo progetto di Sieni, per il 2013, prevede un ciclo di percorsi di formazione e creazione sul linguaggio della danza contemporanea che si conclude in brevi spettacoli aperti al pubblico il 28, 29 e 30 giugno 2013,3 giornate consecutive che vedranno, dalla mattina fino a notte, in due aree diverse di Venezia – San Marco e Arsenale – la presentazione al pubblico di brevi coreografie, tutte inedite, frutto dei diversi percorsi di formazione e creazione oggetto di Biennale College Danza. Ogni area, con i suoi campi, campielli, cortili e chiostri, sale di palazzi, teatri e arsenali, diventerà un sistema articolato di luoghi, messo in relazione con il processo di creazione, ma anche percorso dal pubblico in un tragitto che dall’intimità degli spazi chiusi conduce alla coralità di quelli aperti e viceversa.Oltre 20 gli spazi coinvolti in San Marco e all’Arsenale: da Ca’ Giustinian, sede della Biennale, il Conservatorio Benedetto Marcello, il Teatro La Fenice, l’Ateneo Veneto, a Campo San Vidal, Campo Pisani, Campo S. Stefano; dal Teatro Piccolo Arsenale, il Teatro alle Tese, le Tese dei Soppalchi a Calle del forno, Fondamenta della lana, Riva dei 7 martiri, Giardini…

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Abitare il mondo, per il 2013, è costituito da 7 percorsi o pratiche, di cui 4 già ideati da Virgilio Sieni: Prima danza, Invenzioni, Agorà, Trasmissione. Ognuno di essi è destinato a circa 20 coreografi e danzatori tra i 18 e i 35 anni, e piccoli gruppi; tutti selezionati tramite bando internazionale. I bandi saranno pubblicati sul sito della Biennale intorno alla metà del mese di marzo. A questi primi 4 percorsi se ne aggiunge un quinto, Vita Nova, pensato per i giovanissimi, 10/15 anni, per considerare tutte le diverse età del danzatore e porre alla base il concetto stesso di trasmissione: quella che avviene naturalmente da maestro ad allievo, quella tra generazioni, tra una fase e l’altra della vita del danzatore, tra professionisti e non, e anche fra discipline diverse.

I periodi di studio sono caratterizzati dal lavoro con maestri della coreografia e della danza internazionale, ma anche da incontri con studiosi, artisti e filosofi, secondo un criterio di analogia con le pratiche della danza. Un tragitto ampio al cui centro è la danza in rapporto costante con le altre arti. In questo dialogo la musica ha un ruolo centrale: alcune delle pratiche coreografiche, infatti, avranno la musica dal vivo, o come esecuzione di repertorio classico e contemporaneo eseguito dal vivo, o attraverso la creazione di un lavoro musicale che si svolge parallelamente alla creazione coreografica, o anche come improvvisazione tra musicista e danzatore.

Gli altri percorsi, il sesto e il settimo, sono ancora in fase di elaborazione e concorreranno ad arricchire i momenti di studio e gli esiti coreografici offerti al pubblico nelle tre giornate di giugno.

Entrando nel merito dei percorsi o pratiche di Abitare il mondo:

Prima Danza – dal 2 al 15 maggio e dal 17 al 30 giugno – svilupperà alcuni progetti coreografici, che verranno articolati fino alla loro realizzazione, scelti fra le proposte di giovani coreografi/interpreti e coreografi con un proprio gruppo.

Invenzionidal 10 al 30 giugno – vedrà giovani danzatori lavorare al fianco di un coreografo d’esperienza, scelto fra una rosa di tre nomi proposti dal Direttore. Ogni coreografo elaborerà sui danzatori e con i danzatori uno spettacolo.

Agorà prevede che altri tre coreografi, sempre proposti da Sieni, conducano un percorso particolare “sull’adiacenza dei corpi e l’ascolto degli altri in relazione ai luoghi prescelti per l’azione finale aperta al pubblico”.

Trasmissione impegnerà 5 giovani coreografi/interpreti per due percorsi compositivi che coinvolgono, secondo un metodo caro a Sieni che coordina il progetto, la partecipazione di non professionisti: ai danzatori si aggiungeranno così bambini, madri e figli.

Con Vita Nova l’auspicio è di poter creare un repertorio di danza contemporanea rivolto ai più giovani, estendendo il progetto a livello nazionale tramite l’ìstituto delle Regioni, a partire, per quest’anno, da Veneto, Toscana, Puglia.

Caratterizzato come un progetto aperto alla comunità Abitare il mondo farà condividere al forestiero e all’abitante che percorrono i luoghi della città un rituale comune, mettendoli in vicinanza con il senso della danza.

http://www.labiennale.org/it/danza/index.html

Informazioni su milanoartexpo

Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: francescotadini61@gmail.com

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