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Nuova scena coreografica italiana: aprile e maggio 2012 Teatri di Vita, Bologna

Il teatro che vede dove altri non guardano”. Così si presentano sulla homepagedel loro sito. Si stagliano due occhi, uno sguardo, due occhi e uno sguardo non qualsiasi, ma ben quelli di Pierpaolo Pasolini (la stagione 2011/2012 è dedicata a lui e a Pier Vittorio Tondelli). Teatri di Vita è Centro internazionale in Bologna per il teatro e la danza contemporanea e da anni porta avanti un grande e importante lavoro di ricerca, divulgazione e produzione. Teatri di Vita si dedica alla sperimentazione e alla ricerca nelle arti di scena. Oltre alle produzioni prettamente teatrali, infatti, realizza produzioni cinematografiche, corsi di formazione nelle arti dello spettacolo e offre alla città un calendario annuale di spettacoli di teatro e danza nazionale e internazionale, riservando uno spazio anche al debutto di giovani artisti. E non poteva non succedere che dedicasse uno sguardo attento anche alla scena coreografica italiana. Da mercoledì 18 aprile 2012 la rassegna voluta da Teatri di Vita, La primavera della danza italiana, proporrà una serie di spettacoli, per fare il punto della nuova scena coreografica italiana.

L’apertura della rassegna, mercoledì 18 e giovedì 19 aprile 2012, è affidata allo spettacolo Spic&Span, progetto vincitore della segnalazione speciale al Premio Scenario 2011. Autori e interpreti sono D’Agostin – Foscarini – Nardin. Il risultato è la distruzione, a pezzettini anche scomposti, della bellezza così come viene confezionata e tradotta dai media, il punto di partenza è la riflessione degli autori e interpreti sul trionfo dell’apparenza. Protagonisti sono tre “bellissimi”, che amano essere guardati nelle loro pose e nei loro vestiti modaioli. Uno spettacolo che sa far leva in modo intelligente sull’ironia.

Venerdì 20 aprile 2012 è la volta di una produzione Funny&Alexander, East, imperniato sulla vicenda dell’uomo di latta mutilato del cuore e dei ricordi dalla malvagia strega dell’Est. Parte del progetto OZ, a cura di Elena Di Gioia e Fanny & Alexander, attraverso la monumentale saga scenica del Mago di Oz. Un progetto monografico intorno al Mago di Oz, il tema intorno al quale la compagnia ravennate, dal 2007, ha prodotto spettacoli, laboratori, mostre e percorsi espositivi.

Venerdì 4 maggio 2012, Marco D’Agostin, lo stesso di Spic&Span, si esibisce in due soli, Viola e Per non svegliarei draghi addormentati. Viola, vincitore del Premio del Pubblico e della Giuria – Gd’A Veneto 2010, è un ragionamento sulla violenza del porsi e sulle sue conseguenze, a partire da molte delle sue declinazioni e significati: Viola è il colore associato alla lunghezza d’onda più corta e alla frequenza più alta, è il colore del doppio, della transizione ma anche della volontà di essere diversi, della carica erotica. Vìola è la terza persona singolare del presente indicativo di violare … andare oltre una soglia con un’azione di forza o illecita…

foto di Margherita Demichelis

Per non svegliare i draghi addormentati è un primo studio del nuovo spettacolo di Marco D’Agostin, progetto finalista del Premio Prospettiva Danza Teatro 2012. In scena, lo stesso autore con Francesca Foscarini, riflette sulla perdita di potere e sulla necessità di interrogare continuamente la relazione tra sé e il mondo circostante; èil tentativo di ricostruire la propria immagine e il proprio stare a partire da un punto che risiede dietro e lontano da noi, e verso un punto che non scorgiamo ancora, del quale abbiamo forse paura (Dalle: Note di Lavoro).

Venerdì 11 maggio 2012, il Collettivo Ricerca Arti Contemporanee CRAC, presenta a Teatri di Vita due tappe del loro progetto your happy sad songs ispirato alla figura di Federico Garcia Lorca. La prima è I wanna, selezionato e promosso da Anticorpi XL – network giovane danza d’autore. La seconda è un debutto assoluto: Play. Autori e interpreti sono Riccardo Fusiello e Agostino Riola. I wanna è un lavoro sulla frustrazione dei desideri e sull’immobilità e l’implosione del corpo. “Siamo partiti dall’ultima fotografia scattata a Federico Garcìa Lorca seduto al Cafè Chiqui-Kutz pochi mesi prima della sua morte, per approdare ad una situazione contemporanea: un locale, musica pop, due corpi, desideri più o meno espliciti. Il lavoro prende le mosse da quella che è una costante dell’ ispirazione di Lorca, ‘quel senso di angoscia profonda che attanaglia il poeta di fronte a tanti desideri inappagati’ (Claudio Rendina), per concentrarsi sul desiderio inappagato e indagare cosa accade al corpo in questa lotta contro i propri istinti, come si può deformare nell’attesa di realizzare i propri desideri, la frustrazione che può muoverlo e consumarlo, l’immobilità in cui inevitabilmente si spegne.Riccardo Fusiello e Agostino Riola

Play è, al contrario, un’esplosione. “Se è vero che quella di Lorca è stata un’esistenza vista nel persistente riferimento della morte, è altrettanto vero che il continuo percepire i sentori di una fine abbia provocato come reazione uno slancio vitale, che affiora e si fa spazio in maniera altrettanto consistente; atteggiamento si evidenzia soprattutto nelle lettere che il poeta scrive negli ultimi anni della sua vita ai suoi cari e ai suoi amici. E’ proprio al pensiero onnipresente della morte che egli reagisce, recuperando quella gioia di vivere, altrettanto presente nella sua natura, per non soccombere“ Riccardo Fusiello e Agostino Riola

A chiudere la rassegna La primavera della danza italiana è il performer Alessandro Sciarroni (ospite in ottobre a MilanOltre 2011 anche con Your girl) con Joseph, produzione Corpoceleste_C.C.00#. In scena è un uomo, solo, di spalle al pubblico per l’intera durata della sua performance, mentre cerca la sua immagine in tutto ciò che il suo sguardo tocca. L’autore prende in prestito il nome da colui che assume su di sé la paternità dell’uomo che nasconde il divino, ma non ci è dato sapere chi sia Joseph, né dove sia. Il solo perde forza e connotati da un esecutore unico e si riempie di sguardi meravigliati, deformati, raddoppiati e amplificati. Di corpi esposti e pronti all’esposizione, là fuori, chissà dove, dall’altra parte del mondo, ma nel medesimo istante. Joseph, nata e vissuta da Sciarroni, che da tempo lavora al confine dei linguaggi della scena e delle arti, nasce da una ricerca sulle relazioni in senso più lato.

Federicapaola Capecchi

Teatri di Vita, via Emilia Ponente 485, Bologna

http://www.teatridivita.it

per acquistare i biglietti online, Qui

servizio informazioni: +39.051.566330

uffici: +39.051.6199900

urp@teatridivita.it

Informazioni su milanoartexpo

Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: francescotadini61@gmail.com

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