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Lettera di risposta dei finalisti all’esito della V° edizione del Premio Equilibrio 2012

Pubblichiamo una lettera, firmata dai finalisti del Premio Equilibrio 2012, per consentire loro spazio di espressione e di argomentazione. Condividiamo l’affermazione che “i momenti di crisi si presentano come delle occasioni per riflettere su delle questioni che vanno al di là di un premio non assegnato, permettendoci di fare un discorso più profondo su quello che sta succedendo nella danza in Italia.”
Siamo disponibili a dare voce a tutte le parti, in una dinamica di informazione, approfondimento e dibattito serio. Invitiamo quindi i protagonisti, da entrambe le parti, e anche coloro che non sono arrivati in finale, a mettersi in contatto, qualora ne abbiano voglia. Chi scrive, in quanto responsabile della pagina Danza di questo magazine, e soprattutto in quanto coreografa, da la sua piena disponibilità anche a chi volesse rilasciare un’intervista. Potete mandare una email a milanoartexpopress@gmail.com e vi verrà dato contatto cellulare e appuntamento.

Federicapaola Capecchi

LA LETTERA IN RISPOSTA ALL’ESITO DELLA V° EDIZIONE DEL PREMIO EQUILIBRIO 2012

Decidendo di partecipare al Premio Equilibrio ci siamo presi il rischio di vincere o di perdere, perché questo fa parte del gioco e in fondo la giuria, per quanto discutibile possa essere stato tutto l’ accaduto, si è semplicemente assunta la responsabilità di non assegnare il premio. Una clausola del bando lo consentiva.
Ma la verità, di cui non tutti siamo consapevoli fino in fondo, è che, con questo esito, per il tempo e il luogo in cui ci troviamo, abbiamo perso tutti: hanno perso gli artisti, che si sono autoprodotti, gli operatori, che non hanno sostenuto le loro scelte, la giuria, che non ha trovato un vincitore, il pubblico, che ha pagato e i giornalisti, che hanno emesso dei giudizi sui lavori con superficialità.
Ecco, superficialità è la parola che meglio descrive tutti gli avvenimenti, come anche inettitudine e incapacità di rivestire il proprio ruolo. Per questo noi abbiamo bisogno di più professionalità.
Non è professionale chiedere agli artisti di mandare i progetti in italiano, quando la giuria è tutta straniera.
Non è professionale fissare le date del Premio Equilibrio in concomitanza con le date del debutto della prima nazionale del direttore artistico del premio, non consentendogli, così, di essere presente ai colloqui con i partecipanti.
Non è professionale da parte della giuria, che dopo aver constatato che nessuno degli artisti è pronto ad affrontare una creazione, li incoraggi comunque ad andare avanti senza fornirgli neanche un feedback.
Non è professionale che il comunicato ufficiale dell’esito finale venga reso pubblico da un articolo online, prima ancora che gli artisti ne siano al corrente, per poi scoprire che esiste una nota sulla riservatezza, che vieta di pubblicare e diffondere il comunicato senza un’ autorizzazione.
Le informazioni e il modo in cui queste sono state filtrate non è professionale.
“Il livello medio-basso” di cui scrivono i giornalisti riferendosi ai nostri lavori, coinvolge tutti, perché se non ci sono le condizioni economiche, professionali e culturali, e quindi le risorse necessarie non si cresce.
Tuttavia, noi pensiamo che i momenti di crisi si presentano come delle occasioni per riflettere su delle questioni che vanno al di là di un premio non assegnato, permettendoci di fare un discorso più profondo su quello che sta succedendo nella danza in Italia.
Noi siamo dei tasselli che hanno bisogno l’uno dell’ altro per costruire qualcosa e, per far sì che le cose funzionino, dobbiamo imparare a sostenerci, e difenderci, e approfittare dell’ unione che si è venuta a creare tra noi concorrenti; sarebbe importante che ci fosse una maggiore collaborazione anche con gli operatori, con i critici e i giornalisti; una maggiore documentazione, una serietà e perché no, anche passione nel fare le cose fatte bene, senza pregiudizi e senza essere prevenuti.
Sarebbe necessario che ci fosse del rispetto di tutti e per tutto, riconoscendo il valore del lavoro di ognuno.

Famigliafuchè, 7-8 Chili , Daniela Paci e Alessio Maria Romano, Collettivo Pirata Jenny, Rebecca Marta D’Andrea, Leonardo Diana e Claudio Cinelli, Lucia Palladino,TAOMArte

Informazioni su milanoartexpo

Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: francescotadini61@gmail.com

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