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Wim Wenders – PINA BAUSCH: Il film da venerdì 4 novembre nelle sale italiane

No, there was no hurricane that swept across the stage,
there were just … people performing
who moved differently then I knew
and who moved me as I had never been moved before.
After only a few moments I had a lump in my throat,
and after a few minutes of unbelieving amazement
I simply let go of my feelings
and cried unrestrainedly.
This had never happened to me before…
maybe in life, sometimes in the cinema,
but not when watching a rehearsed production,
let alone choreography.
This was not theatre, nor pantomime,
nor ballet and not at all opera.
Pina is, as you know,
the creator of a new art.
Dance theatre. […] Until now movement as such has never touched me.
I always regarded it as a given.
One just moves. Everything moves.
Only through Pina’s Tanztheater have I learned to value
movements, gestures, attitudes, behaviour, body language,
and through her work learned to respect them.
And anew every time when, over the years I saw Pina’s pieces, many times and again,
did I relearn, often like being struck by thunder,
that the simplest and most obvious is the most moving at all:
What treasure lies within our bodies, to be able to express itself without words,
and how many stories can be told without saying a single sentence.”
Wim Wenders about Pina Bausch

Giovedì 3 novembre 2011 al cinema Apollo di Milano, l’anteprima (solo su inviti) e da venerdì 4 novembre sarà nelle sale italiane.

PINA è un lungometraggio di danza in 3D realizzato con l’ensemble del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, inseguendo l’arte unica della grande coreografa tedesca, scomparsa il 30 giugno del 2009. Porta il pubblico in un viaggio sensuale e visivamente sorprendente, alla scoperta in una nuova dimensione: direttamente sul palco con la leggendaria compagnia di Pina Bausch, il Tanztheater Wuppertal ensemble; segue i danzatori fuori del teatro, in città e nelle aree circostanti Wuppertal, il luogo che per 35 anni è stato la sede e centro della creatività di Pina Bausch. Wim Wenders, come molti, è rimasto profondamente colpito e commosso quando, nel 1985, vide per la prima volta Café Müller a Venezia, in occasione di una retrospettiva sul lavoro della Busch. L’incontro dei due artisti ha dato vita ad una lunga amicizia e, con il passare del tempo, al progetto di un film insieme. Tuttavia, la messa in atto di questo progetto ha incontrato molti impedimenti che lo hanno bloccato per lungo tempo, perché Wim Wenders riteneva “limitate le possibilità del mezzo”, riteneva di non aver ancora trovato il modo giusto per tradurre adeguatamente l’arte unica di movimento, gesto, parola e musica di Pina in pellicola. Così negli anni il comune progetto cinematrografico si è trasformato in un rituale amichevole, quasi una gag tra i due, che si ricordavano l’un l’altro del film da realizzare con battute quali: “Quando?” “Non appena io so il come…”. Il momento risolutorio per Wim Wenders è stato quando il gruppo rock irlandese U2 gli ha presentato il film del loro concerto di Cannes, realizzato in digitale 3D. Wenders capì subito che con il 3D il film poteva essere realizzato: incorporando la dimensione dello spazio era possibile portare l’arte di Pina Bausch, in una forma adeguata, sullo schermo. Finalmente, nel 2008, il progetto comune di Pina Bausch e Wim Wenders può avere inizio. Insieme, dal repertorio, hanno selezionato Café Müller, Le Sacre du printemps, Vollmond e Kontakthof. E così all’inizio del 2009, Wim Wenders e la sua casa di produzione, Neue Road Movies, insieme a Pina Bausch e l’Ensemble del Wuppertal Tanztheater, iniziano la fase effettiva di pre-produzione. Dopo un anno e mezzo di intenso lavoro, e solo due giorni prima della prevista prova di ripresa in 3D, l’inimmaginabile accade: Pina Bausch muore, improvvisamente e inaspettatamente. In tutto il mondo si piange e ci si dispera per la sua morte. E il film sembra non verrà portato avanti, perché Wim Wenders ritiene che senza di lei non si possa proseguire. Dopo un periodo di lutto e riflessione, incoraggiato anche da molti appelli internazionali, dal consenso della famiglia, e dalla richiesta diretta dei danzatori dell’ensemble, pronti a iniziare a provare i pezzi scelti per il film, Wim Wenders decide di procedere, pur senza Pina Bausch al suo fianco. È tutto ancora vivo, presente, inscritto indelebilmente nei corpi dei suoi danzatori. Il film si può e si deve fare. Così il nuovo concept include, oltre agli estratti dalle quattro produzioni scelte dai due artisti insieme, un terzo elemento, costituito da numerosi assoli, brevi e fantasiosi, dei danzatori dell’ensemble, originati da una serie di interrogativi proposti da Wim Wenders stesso…proprio come era solita fare Pina Bausch: poneva domande e i suoi danzatori non rispondevano a parola ma con l’improvvisazione e il linguaggio del corpo. I danzatori di Pina Bausch danzano sentimenti intimi ed esperienze personali, dalle quali lei, durante intense sessioni di lavoro, sviluppa gli stuck, come li ha sempre chiamati, i pezzi. Wim Wenders ha usato anch’egli questo metodo invitando i danzatori ad esprimere i loro ricordi di Pina Bausch per il film, poi trasformati in assoli individuali.

PINA non è solo uno dei primi film europei in 3D, è anche il primo film in 3D d’essai. Il produttore, Gian Piero Ringel, ha affrontato una sfida non facile, tanto tecnicamente quanto “di genere”: “Technologically as well as with the genre, we enter completely unchartered territory with PINA. Even to find the technical experts for the development and implementation was a challenge, as there were very few. […] Many other directors are still hesitating to work in 3D, because there are no successful models. We wanted to be a pioneers in the expansion of the cinematic language to 3D.”

Questa sfida in 3D a noi restituisce un omaggio vero all’arte e al lavoro di Pina Bausch, che consisteva, sempre, nell’attraversare confini. E forse anche questo aspetto considerava Wim Wenders dicendo che solo incorporando la dimensione dello spazio era possibile tradurre l’opera di Pina in pellicola. Molti dei suoi stuck sono anche operazioni sullo spazio, la delimitazione di uno spazio che scoppia improvvisamente come un linguaggio da interpretare. Pina Bausch opera sempre sullo spazio e sul tempo, è il suo collocarsi nel mondo; anche l’uso dello spazio è il suo Weltanschauung, la sua visione del mondo. Che manca, come lei e la sua arte. La grande tristezza e desolazione per la scomparsa di Pina Basch e per la sua assenza, è molto lontana dal trovare una fine o una quiete. Servirà molto tempo. Assenza ancor più dolorosa oggi, in cui geni come il suo, persone come lei, salvano; in questi tempi, di cui chissà con quale fine sarcasmo ma grande amore, senza giri di parole ma pura poesia, saprebbe dirci “così è la vita umana”, ma indicare una strada.

Un film che sicuramente smuoverà animi, riflessioni, visioni, ricordi, il pensiero. Omaggio alla più grande coreografa e massima personalità innovatrice del teatrodanza europeo.dance, dance, otherwise we are lost” Pina Bausch

Federicapaola Capecchi (coreografa) – leggi anche la recensione del film:

http://milanoartexpo.com/2011/11/10/pina-il-film-di-wim-wenders-un-omaggio-affascinante-a-pina-bausch-recensione/

PINA a film for Pina Bausch by Wim Wenders

100 min, Digital 3D

Directed by: Wim Wenders

Choreography: Pina Bausch
Producer: Gian-Piero Ringel
Stereography: Alain Derobe
3D Supervisor: François Garnier
Artistic Consultants: Peter Pabst, Dominique Mercy, Robert Sturm

Co-producer: Claudie Ossard, Chris Bolzli
3D Producer: Erwin M. Schmidt
Executive Producer: Jeremy Thomas
Editing: Wolfgang Bergmann, Dieter Schneider, Gabriele Heuser
Produced by: Neue Road Movies (Berlin)
Co-produced by: Eurowide (Paris)

In collaboration with Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, ZDF, ZDF theaterkanal und ARTE

Danzatori:

Regina Advento, Malou Airaudo, Ruth Amarante, Jorge Puerta Armenta, Rainer Behr, Andrey Berezin, Damiano Ottavio Bigi, Ales Cucek, Clèmentine Deluy, Josephine Ann Endicott, Lutz Forster, Pablo Aran Gimeno, Silvia Farias Heredia, Barbara Kaufmann, Nayoung Kim, Daphnis Kokkinos, Eddie Martinez, Dominique Mercy, Thusnelda Mercy, Ditta Miranda Jasjfi, Cristiana Morganti, Nazareth Panadero, Helena Pikon, Jean Sasportes, Franko Schmidt, Azusa Seyama, Julie Shanahan, Julie Anne Stanzak, Michael Strecker, Fernando Suels Mendoza, Tsai-Chin Yu, Aida Vainieri, Anna Wehsarg

Staff:

Gian Piero Ringel, Alain Derobe, Hélène Louvart, Francois Garnier, Ertwin M. Schmidt, Toni Froschhammer, Thom Hanreich, Peter Pabst, Dominique Mercy, Robert Sturm, Marion Cito, Rolf Borzik

Tanztheater Wuppertal Pina Bausch

Pina Bausch

Wim Wenders


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Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: francescotadini61@gmail.com

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