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Carolyn Carlson: il teatro del corpo in residenza a Napoli, unica tappa italiana a Ottobre Danza 2011

Teatro San Carlo di Napoli, giovedì 27 ottobre 2011, Mariarosaria Mazzone per MAE.

L’atto teatrale è unico e irripetibile per sua stessa natura: per il pubblico, diverso ogni sera, per gli attori, i danzatori, i performer, che non si esibiscono mai allo stesso modo. La danza, attorno alla quale, ogni tanto, vive ancora la credenza che sia inafferrabile, a tratti enigmatica, è invece fortemente narrativa, “il gesto coreutico è un dire” (Pontremoli), comunicativa, espressione artistica diretta e necessaria, immediata; il corpo in movimento, in un tempo e in un determinato spazio, rappresenta, parla, dice.

Come ha dimostrato, ancora una volta, un evento interamente dedicato alla danza, omaggio ad una delle grandi coreografe contemporanee, Carolyn Carlson, e volto ad avvicinare sempre più il pubblico all’arte della coreografia e della danza. Ottobre Danza, infatti, non si è limitato a singole rappresentazioni di spettacoli ma ha proposto delle residenze, nel caso della Carlson, di un’intera settimana. Carolyn Carlson è una delle più grandi personalità della danza contemporanea, non tornava in Italia dal 2009 quando portò Double Vision, e a Napoli, da una sua unica apparizione negli anni ’80. Il Teatro San Carlo, dal 21 al 27 ottobre 2011, l’ha ospitata articolando una serie di proposte sia di formazione che di spettacolo. “Perché la danza non è elitaria”, ribadisce Alessandra Panzavolta, direttrice del corpo di ballo del teatro San Carlo di Napoli, con cui ci intratteniamo a fine spettacolo. Ed è questo uno dei motivi principali che ha spinto Alessandra Panzavolta a ideare la manifestazione Ottobre Danza. Evento che ha anche l’obiettivo di riavvicinare i napoletani ad un proprio importante luogo storico: il Teatro San Carlo è un ente pubblico, ma la platea partenopea si è disabituata a frequentare questa storica e prestigiosa sala. Per questo si vogliono spalancare le porte del teatro regio anche attraverso una programmazione più eterogenea, che spazi dalla danza classica alla danza contemporanea. Così sul palcoscenico del teatro San Carlo si sono così avvicendati il Balletto Nazionale di Corea, il Balletto dell’Opera di Lione, con un omaggio al coreografo americano William Forsythe, il corpo di ballo del teatro San Carlo, con un omaggio a Mario Pistoni, e con Il Guarracino, e, in chiusura, Carolyn Carlson. Per tutte le ospitalità sono state organizzate delle masterclass gratuite, e aperte a tutte le scuole di ballo partenopee, offrendo ai giovani in formazione di incontrare e lavorare con grandi nomi della danza.

Il focus su Carolyn Carlson si è aperto, 22 e 23 ottobre, con Poetry Events, performance su temi d’improvvisazione, nel Foyer Storico del Teatro di San Carlo, con Carolyn Carlson stessa interprete, insieme alla danzatrice Sara Simeoni, su musiche dal vivo di Paki Zennaro. Una performance inedita di 50 minuti su temi d’improvvisazione. I Poetry Events sono dei brevi “affreschi” di danza contemporanea riservati, in esclusiva per Napoli, ad una platea di 100 spettatori. Ai Poetry hanno partecipato anche tre giovani danzatori selezionati dalla Carlson durante la Masterclass del 21 ottobre al San Carlo.

La chiusura del focus dedicato a Carolyn Carlson è affidata a “Short Stories/Islands”, un trittico di assoli femminili, un viaggio nell’universo poetico della coreografa americana. Tre ‘leggendari’ assoli ispirati alla figura della donna: “Immersion”, “Wind Woman” e “Mandala”. Le tre coreografie, prodotte dal Centre Chorégraphique National Roubaix Nord-Pas de Calais, trovano ispirazione nella relazione dell’essere umano con l’universo e gli elementi. Wind woman è ispirato al vento, Immersion all’acqua, mentre, sulla musica di “Weather” di Michael Gordon, Mandala, unisce il vento e l’acqua.

Carolyn Carlson ha scritto un proprio vocabolario, una sua sintassi. Fantasia, sogno, natura, luoghi, soggettività, improvvisazione; si serve di tutti questi elementi per fare della danza una poesia visiva, come lei stessa definisce la sua arte. Una poesia fatta di movimenti sincopati, spezzati, ripetitivi, pause, sospensioni, gesti plastici e, al tempo, assolutamente fluidi, di ralenti, di corpi che indagano il vuoto reale e immaginario, che cercano e trovano sé stessi, perdendosi poi in una gestualità dinamica e affabulatrice. La sua unica tappa italiana del 2011 è con la sua compagnia Centre Choregraphique National Roubaix Nord-Pas de Calais che rende magistralmente questo suo vocabolario, questa sua danza che è pensiero, poesia e immaginazione. Infatti il sipario si apre e gli assoli focalizzano subito un approccio spirituale ed esistenziale della danza. Lei stessa li descrive come modi di condividere lo stato di solitudine proprio della condizione umana.

Immersion, interpretato da Carolyn Carlson stessa, su musiche di Nicolas de Zorzi, tra le sue lunghe fluide braccia che fendono e muovono lo spazio, incarna il gesto puro e unico, come una propaggine del movimento nelle sue infinite metamorfosi acquatiche. Lei domina la scena, bellissima, offrendo al pubblico una visione affascinante di una danza guidata dalla forza vitale della natura, s’immerge nell’acqua, è acqua. L’acqua s’incarna nel suo corpo sinuoso, nel suo viso, e comunica ogni visione possibile, sorretto da un gesto sempre perfetto. Wind Woman, interpretato da Céline Maufroid, su musiche di Nicolas de Zorzi, è una coreografia di soli 8 minuti incentrata sull’elemento vento, un vento che letteralmente travolge e induce a movimenti veloci; in scena un corpo che si perde e si confonde nello spazio, al tempo stesso, dolce e forte. Mandala, l’ultimo assolo, interpretato da Sara Orselli, su musiche di Michael Gordon, vede l’acqua e il vento uniti nel dare vita a una coreografia che nasce lentamente, al buio, quasi nell’assenza di movimenti, in un corpo che conquista la coscienza di sé a poco a poco, per poi esplodere e riconquistarsi. Mandala è l’incarnazione della pulsazione del cuore umano, costitutiva dello spazio universalmente condiviso da tutti, dall’inizio alla fine della nostra vita. Il cerchio del buddismo zen, che simboleggia l’universo e il gesto artistico perfetto, i disegni circolari sui campi di grano, sono elementi fonte di ispirazione del solo. Traccie sorrette e amplificate dalla musica di Michael Gordon che trasporta l’energia del movimento e gli dà la forza di un impulso insistente.

Carolyn Carlson è ancora in piena fase di ricerca e la sua comunicazione, la sua arte arriva immediatamente. Perfetta nel restituire al pubblico il senso del movimento, il valore della danza e della coreografia.

Mariarosaria Mazzone

Carolyn Carlson e National Choreographic Centre Roubaix Nord-Pas de Calais

http://www.ccn-roubaix.com

Teatro San Carlo di Napoli

http://www.teatrosancarlo.it

Ottobre Danza 2011

http://www.teatrosancarlo.it/materiale201112/73-ottobre-danza/833-ottobre-danza-2011.html

Si ringrazia per la disponibilità e l’attenzione riservata a MAE Milano Arte Expo International Art Events

Direzione del Corpo di Ballo del Teatro San Carlo: Alessandra Panzavolta

Direzione Comunicazione e Ufficio Stampa: Laura Valente, l.valente@teatrosancarlo.it

Informazioni su milanoartexpo

Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: francescotadini61@gmail.com

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