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Steven Cohen dal 26 ottobre 2011 al Festival d’automne a Paris.

Steven Cohen presenta il suo ultimo lavoro, The Cradle of Humankind, presso il Centre Pompidou all’interno del Festival d’automne di Parigi, dal 26 al 29 ottobre 2011.

Lo spettacolo sarà poi anche al festival Dampfzentrale, Berna, il 2 novembre, al teatro Out Off di Milano il 5 novembre (Francedance – Danae Festival), e al Théâtre Garonne, Tolosa, dal 8 al 10 Novembre. Parallelamente Steve Cohen ha in corso alcune mostre: ARS 11 al Kiasma Museum of Contemporary Art, Helsinki (15 aprile – 27 novembre), Neither Man Nor Stone alla Galleria Nazionale del Sud Africa, Città del Capo (22 agosto – febbraio 2012), e No Fashion, Please al Vienna Kunsthalle (11 novembre – 22 Gennaio).

Si muove contemporaneamente tra l’arte pittorica e la scultura, la danza e la performing art. Ha all’attivo, oltre a quelle appena menzionate, diverse mostre e installazioni, ha realizzato molte opere di serigrafia (alcune sono visibili a questo link); per vent’anni ha realizzato anche opere in plastica, esposte e acquistate da musei e collezionisti internazionali. Ha ideato lavori di performing art presentandoli in tutto il mondo in spazi diversi, tra cui palcoscenici, musei, gallerie d’arte e spazi pubblici insoliti e spesso in spazi dove, di fatto, non era stato invitato. Cohen ha dato vita ad un’arte vivente che combina scultura, danza e performance.

I suoi lavori affrontano questioni identitarie legate all’ebraicità, all’omosessualità e all’identità etnica. Con il suo progetto Living Art (1998) ha ottenuto il prestigioso premio Vita Art in Sudafrica. Il suo impegno e la sua visione critica della nostra società hanno fatto di lui uno degli artisti più impegnati e militanti nel campo della performing art. Nel 2009, ha deciso di trasferirsi a Lille, dove è entrato a far parte di Latitudes Production. È ritenuto da molti una promettente star internazionale mentre nel suo Paese è ancora bandito, dal programma scolastico sicuramente! In Sud Africa Cohen è stato rimosso dal piano di studi d’arte della scuola e non è mai stato incluso in alcuna pubblicazione, mentre in Olanda è sulla copertina di un recente studio sulla performing art e in Francia si parla di anche di lui in nuovo libro “Eccentrics – From Boy George to Steven Cohen”.

“L’Afrique est le plus vieux continent du monde, tous les scientifiques s’accordent à dire que c’est sur ce territoire qu’est née l’humanité. Si nous assemblons deux évolutions humaines fondamentales, “l’homme debout” et le feu, donc la lumière, je m’amuse à penser que c’est sans doute là qu’est né le premier spectacle, la première performance au sens artistique du terme.” Steven Cohen

The Cradle of Humankind è il suo ultimo spettacolo. Il suo lavoro critico e politico si fonde immancabilmente con la propria storia personale. La culla dell’umanità è un ritorno alle origini, all’Africa, dove è nato l’homo erectus e dove è stato domato il fuoco, elementi questi, la nuova postura e la luce, che Cohen ritiene essere alla base dell’arte. La domanda sull’evoluzione che ne succede è quasi spontanea così come quella su quanto l’uomo si sia effettivamente allontanato dai suoi crudeli parenti più stretti, le scimmie. La presenza in scena di Nomsa Dhlamini, sua adorata tata ormai novantenne, chiude il cerchio tra intimo e politico, muovendo tra questioni di razzismo e originarietà, carica affettiva e poetica. Per questa nuova produzione, il performer e video maker sudafricano, ha visitato la Grotta Swartkrans in Sudafrica, sito archeologico noto come la “culla dell’umanità”, patrimonio mondiale dell’UNESCO. 45 chilometri a nord-ovest di Johannesburg, dove sono stati ritrovati un gran numero di fossili, di animali e di ominidi. Il sito archeologico è costituito, oltre che dalla Grotta Swartkrans, da una serie di altre grotte dove sono stati rinvenute, già nel 1936, le ossa fossilizzate dei primi umani adulti Australopithecus africanus. Ulteriori reperti di pietra e strumenti in osso hanno fatto pensare all’uso del fuoco. Tracce di presenza umana datate a circa 3 milioni di anni fa. Muovendo da questo luogo significativo alla comprensione della storia evolutiva degli esseri umani, Steven Cohen pone domande sul progresso dell’arte e della civiltà. Il genere umano si è effettivamente allontanato dai suo crudeli parenti stretti? L’evoluzione dell’umanità come è avvenuta? È avvenuta? O gli uomini, in ultima analisi, sono rimasti delle grandi scimmie: territorialisti, assassini, stupratori, che praticano ancora l’incesto, il cannibalismo, la caccia? Cohen si interroga così anche circa la complessa evoluzione del razzismo, della religione, della scienza, tecnologia, della guerra e del denaro. E sull’evoluzione dell’arte: quali progressi sono stati fatti dalle pitture rupestri alla progettazione di nuove tecnologie? Un faccia a faccia tra due visioni della nascita del mondo: la teoria cristiana della creazione con il mito di Adamo ed Eva e la teoria di Darwin sull’origine delle specie. Come caratteristico dei suoi lavori ci sarà una parte video proiettata sul palco durante la performance. I filmati sono stati realizzati nel sito archeologico sudafricano dove, per ragioni di sicurezza e protezione dei siti stessi, per la produzione dei video girati nelle grotte, sono state utilizzate luci innovative (Multitel laboratorio) che producono la luce senza danneggiare la roccia, e una fotocamera (ECNC Mons) che ha consentito di filmare nelle grotte senza usare l’infrarosso.

Federicapaola Capecchi

The Cradle of Humankind
Choreography
, Steven Cohen
Lighting and Technical Direction,
Erik Houllier
Control Video,
Baptiste Evrard
Conception, scenography and costumes,
Steven Cohen
Realisation Costumes,
Léa Drouault
Creation Assistant,
Elu Kieser
With
Steven Cohen et Nomsa Dhlamini

Team for the films :
Realisation, Steven Cohen
Acting,
Nomsa Dhlamini
Photos,
John Hodgkiss
Films,
John Hodgkiss and Steven Cohen
Assistants,
Elu Kieser, Léa Drouault
Video,
Baptiste Evrard
Technical Direction,
Erik Houllier
Special Thank to Anselm Kangah
Warm Thanks to the Quartz Team, to Patrick – Quazarvisions and Antony Merlaud
This creation is dedicaded to the memory of Merrill Plagis

Associated Production Latitudes Prod (Lille)
Coproduction Le Quartz – scène nationale de Brest ; Le phénix – scène nationale (Valenciennes) ; La Bâtie-Festival de Genève ; Théâtre Garonne (Toulouse) ; Le Manège.mons/CECN (Transdigital) ; Technocité (Mons) ; Réseau Open Latitudes (Latitudes Contemporaines-Lille ; Les Halles-Bruxelles ; L’Arsenic-Lausanne, Le Manège-Mons/Maison Folie, Festival Body Mind-Varsovie) avec le soutien du programme Culture de l’Union Européenne ; Les Spectacles vivants – Centre Pompidou (Paris) ;
Festival d’Automne à Paris
With the support of the City of Lille, la Drac Nord-Pas de Calais, la Région Nord-Pas de Calais, Lille Métropole / Communauté urbaine, l’Institut français, DICREAM, CRRAV (Centre Régional de Ressources Audiovisuelles) de Tourcoing et du Fresnoy, Studio national des arts contemporains de Tourcoing, dans le cadre de Transdigital (FEDER/Interreg IV France-Wallonie-Vlaanderen)

Premiered at the Quartz – Festival Anticodes’11 March 16 2011

Festival d’Automne à Paris

156 rue de Rivoli
75001 Paris
Phone : 01 53 45 17 00
Reservation : 01 53 45 17 17
From Monday to Friday 12h-19h
Saturday: 13h-17h

Metro : Louvre-Rivoli


info@festival-automne.com

http://www.festival-automne.com

Contacts presse:

Festival d’Automne à Paris

Rémi Fort, Christine Delterme

01 53 45 17 13

Centre Pompidou

http://www.centrepompidou.fr

01 44 78 14 27

Se vuoi leggere la sua biografia e un’intervista del Festival d’automne di Paris: Biografia e prima parte intervista; seconda parte intervista; terza e ultima parte intervista.

Informazioni su milanoartexpo

Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: francescotadini61@gmail.com

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