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ROMAEUROPA Festival 2011 Try the impossible da domani 7 ottobre 2011

Dal 7 ottobre al 30 novembre 2011 Roma è il palcoscenico di cinque capitoli della nuova avventura artistica di Romaeuropa festival, giunto alla sua XXVI edizione, che in due mesi intreccerà i più diversi linguaggi contemporanei.

39 appuntamenti, 150 artisti, 20 Paesi per provare l’impossibile: penetrare in un presente incerto continuamente mutevole attraverso i confini dei linguaggi contemporanei, in un percorso di ridefinizione di senso del nostro contemporaneo, in un tempo che sembra capace solo di umiliare ed imprigionare.

Romeo Castellucci, Jan Fabre, Lloyd Newson e DV8, Saburo Teshigawara, Trisha Brown, Peter Brook, Mario Brunello e The Irrepressibles, i “grandi”, e Hofesh Shechter, la nuova danza autoriale italiana e araba, le compagnie di ricerca teatrale italiana come Ricci|Forte e Muta Imago, la tecnologia Yuval Avital, Juste Janulyte e Luca Scarzella, Fabio Cifariello Ciardi e Uri Caine, lo sguardo alle giovani generazioni e alle nuove fonti di creatività, sono gli ingredienti principali di questa XXVI edizione del festival.

Scene, Digitalife, DNA – danza nazionale autoriale, Corpi resistenti, Suoni, questi i 5 capitoli dell’avventura.

SCENE è il capitolo dedicato alla danza e al teatro e porterà sul palcoscenico i lavori e la creatività di Saburo Teshigawara, Peter Brook, Trisha Brown, Lloyd Newson, DV8 Physical Theater, Hofesh Shechter, Jan Fabre, Romeo Castellucci, Ricci|Forte e Muta Imago.

Il primo artista ad inaugurare il capitolo Scene, e la 26 edizione di Romaeuropa festival, è il coreografo Giapponese Saburo Teshigawara con Obsession, un duo ispirato al cortometraggio Un chien andaloudi Luis Buñuel scritto dallo stesso regista con Salvador Dalí. Protagonista è la pulsione erotica che come una scossa elettrica attraversa i corpi e la mente. Eros e Thanatos, le pulsioni di vita e morte che regnano sull’agire degli esseri umani, abitano e muovono lo spettacolo, così come l’universo surrealista di Buñuel e Dalí sono il punto di partenza per una danza che riplasma fluidamente i corpi. In scena lo stesso Teshigawara con Rihoko Sato, danzatrice che da anni collabora con lui, tra conflitti interiori e fisicità, desiderio, attrazione che si fanno fluidi e potenti in una serie di incontri impossibili e mancati. 7 e 8 ottobre 2011, Prima Italiana, Teatro Eliseo, streaming live e on demand su telecomitalia.com

Altro coreografo internazionale, Lloyd Newson con i suoi pluripremiati e fantastici DV8 Physical Theater, propone Can we talk about this? Una riflessione sul rapporto tra le politiche multiculturali, la censura sugli artisti, la libertà di stampa e di espressione. Tra “esportazione della democrazia”, multiculturalismo, e politicamente corretto, oggi esiste veramente la libertà di dire ciò che si vuole? I roghi in piazza del libro I versi satanici di Salman Rushdie, l’omicidio del regista Theo Van Gogh, i fumetti su Maometto pubblicati in Danimarca che crearono violenti disordini in varie parti del mondo e la morte di una moltitudine di persone sono i punti di partenza di Newson per il suo nuovo spettacolo che affronta alcune delle tematiche più scottanti del nostro tempo. Newson è perona e coreografo eclatante e lontano dallo star system e anche questa volta promette di stravolgere un qualche sistema introducendo inoltre un ulteriore sviluppo del teatro fisico (physical theater) dei DV8, di cui il regista e coreografo è uno degli esponenti di punta, volgendolo verso un nuovo “stile documentaristico”. – dal 12 al 15 ottobre 2011, Prima Italiana, Teatro Argentina

Poi è la volta dell’icona della danza statunitense, Trisha Brown presente a Romaeuropa festival con due appuntamenti: Early works, selezione dei suoi primi lavori più significativi. Coreografie create non univocamente per uno spazio teatrale e che da ambienti non convenzionali per la danza traggono energie e risonanze nuove. Tutti lavori caratterizzati da una soffusa ironia, uno dei tratti tipici della coreografa, rivisitati e aggiornati, ma che risalgono agli anni 1970-1974, un periodo glorioso e rivoluzionario per la postmodern dance che ha visto la Brown protagonista. E, il secondo appuntamento, con quattro dei suoi classici tra cui watermotor, les yeux et l’ame opal loop/cloud installation #72503 e foray, forêt. 18,19 e 22 ottobre 2011, MAXXIMuseo nazionale delle arti e 21, 22 ottobre 2011, Teatro Olimpico, streaming live e on demand su telecomitalia.com

Il collettivo teatrale Ricci|Forte presenta per la prima volta il ciclo integrale Wunderkammer Soap cui si sono aggiunte, appositamente per Romaeuropa, kammern Ebreo di Malta e Strade di Parigi: sette cortocircuiti tra il Presente, il teatro di Christopher Marlowe e l’estetica della meraviglia barocca. – dal 27 ottobre al 3 novembre 2011, luoghi vari.

Hofesh Shechter con Political mother indaga dinamiche e comportamenti sociali. É la prima creazione “lunga” di questo coreografo israeliano che propone un’energia fisica forte, musica dal vivo -composta dal coreografo stesso- e un montaggio del movimento velocissimo, che segue le logiche destrutturate di quel che chiamiamo modernità. Insofferente nei confronti dell’autorità e dell’autoritarismo, Shechter non lo nasconde volendo scatenare un immaginario politico che va in frantumi, un’apocalisse, per eccitare e provocare lo spettatore. 27 ottobre 2011, Prima Italiana, Auditorium Conciliazione

E ancora Jan Fabre con Prometheus Landscape II, la sua visione contemporanea, aggressiva e poetica del mito di Prometeo, il titano che si ribella schierandosi dalla parte degli umani, regalando loro il segreto del fuoco cioè il potere di creare e distruggere. Al centro del suo lavoro è sempre l’essere umano e le sue eterne domande, articolate con un tratto surreale, dove estetica ed etica si toccano, quasi si fondono: gli aspetti sociali, antropologici e politici diventano materia per quelli che lui definisce i “guerrieri della bellezza”, il suo gruppo di lavoro. Le domande del suo nuovo lavoro: quali sono gli eroi del nostro tempo? Quel fuoco regalato agli uomini per costruire la civiltà è al tempo stesso il mezzo con cui hanno inventato le guerre? E il disprezzo della morte e della sofferenza ha creato gli infiniti Caucaso che punteggiano la storia? 5 e 6 novembre 2011, Teatro Olimpico.

Il velo nero del pastore è il lavoro proposto da Romeo Castellucci con la Socìetas Raffaello Sanzio ispirato liberamente alla novella di Nathaniel Hawthorne. Una tappa di quella che sembra una ricerca sull’intrinseco potere religioso del teatro. Protagonista è una comunità spaesata di fronte al suo pastore che si cela il volto con un tessuto: il timore di fronte a ciò che non si vede e comprende. Dal 10 al 13 novembre 2011, Teatro Vascello.

Uno dei mostri sacri della scena mondiale, Peter Brook, è in scena con Un flauto magico da Wolfgang Amadeus Mozart vincitore del Premio Moliéreper il teatro musicale 2011. Aveva già lavorato su Mozart con Nozze di Figaro e Don Giovanni e questa elaborazione del Flauto magico propone la ricerca di quanto c’è di ineffabile e intimo nell’ultimo lavoro di Mozart: l’incantesimo del passaggio all’età adulta, il gioco dell’amore e della amicizia, l’epica della fratellanza tra esseri umani. Dal 17 al 27 novembre, Teatro Argentina.

Muta Imago chiude il capitolo Scene con Displace, un’avventura nel vortice dell’uomo contemporaneo, nel suo senso di perdita, di smarrimento e di rivolta. Un progetto pluriennale, iniziato l’anno scorso sui palcoscenici di Romaeuropa che raggiunge il suo completamento in questa edizione. Dal 25 al 27 novembre 2011, Prima assoluta, Teatro Vascello.

DNA Danza Nazionale Autoriale, il secondo capitolo del Festival, propone le creazioni di Francesca Foscarini, Daniele Albanese, Francesca Pennini, Michele Di Stefano, Marco D’Agostin, Caterina Inesi, Francesca Grilli, MK e weaver & guests.

DNA danza nazionale autoriale è un progetto della Fondazione Romaeuropa, alla sua seconda edizione, e guarda all’autorialità e alla creatività italiana in ambito coreografico performativo, in modo trasversale tra processi creativi e generazioni. É uno spazio condiviso di confronto, moderato da Stefano Tomassini, dove i processi creativi, proposti in showcase, dialogano con il pubblico.

La prima serata si apre con Francesca Foscarini danzatrice e performer, finalista con Kalsh di GD’A Veneto 2009. Ora, il suo nuovo Cantando sulle ossa, coprodotto da Kilowatt Festival e sviluppato all’interno del percorso di ricerca CHOREOROAM s’interroga su cosa succede quando la volontà abdica e il corpo si lascia guidare dal movimento stesso, su quando ci si abbandona al piacere e alla paura del perdersi nella vastità e nel vuoto dello spazio. Marco D’agostin nel suo Viola, vincitore del Premio del Pubblico e della Giuria di GD’A Veneto 2010, intende il colore e la terza persona del verbo “violare”; è un ragionamento attraverso il corpo sulla violenza del porsi e sulle sue conseguenze. Il nuovo lavoro *(Titolo futuribile) di Francesca Pennini CollettivO CineticO è un work in progress che sposta continuamente i confini tra visione e veggenza. 28 ottobre 2011, Palladium.

La seconda serata di DNA vede in scena Daniele Albanese, Compagnia Stalk, con AnnotTazioni, spettacolo pensato come nota coreografica sull’attrazione e l’assenza. Un lavoro come taccuino d’appunti e di frammenti che indaga la complessità della composizione all’interno di una struttura semplice. La partitura fisica è stata creata dalla definizione di forze di attrazione esterne al corpo del danzatore e si rivela nella solitudine del movimento e nell’eco di un’assenza. Caterina Inesi, Compagnia Immobile Paziente nel solo Ten Thousand leaves interpretato da Marcella Mancini, propone un’indagine sulla composizione coreografica messa in relazione con la struttura della musica da camera, una ricerca incentrata sui legami tra senso e forma, un confronto tra i suoni e le dinamiche corporee, un articolato percorso creativo che coinvolge vari possibili codici e conduce al risultato finale dell’evento performativo. Punto di partenza la musica di Bartok. Chiude la serata Enduring midnight di Francesca Grilli, un lavoro che ruota ancora una volta attorno ad un centro, quello della fine, della trasformazione, del momento di passaggio, semplicemente accostando due diverse condizioni: l’avanzare del tempo fisico come svuotamento e l’energia sprigionata dal coronamento della propria passione. Così…un Soprano che risiede ne “La Casa di Riposo per Musicisti, Giuseppe Verdi”, alla fine della sua lunga e gloriosa carriera, in scena canta ancora davanti ad un pubblico, ma nel mezzo della notte. 29 ottobre 2011, Opificio Telecom Italia.

Ultima serata del capitolo dedicato alla danza autoriale è interamente dedicata al lavoro del coreografo Michele Di Stefano e del gruppo MK con Instruction Series III: Orang Orang. S’incontrano per il terzo episodio delle Instructions Cristina Rizzo, coreografa performer, Michele Di Stefano/mk, Sonia Brunelli, Luca Trevisani artista visivo e Sigourney Weaver (Biagio Caravano/Daniela Cattivelli) gruppo musicale che lavora al confine tra indagine sonora e atto scenico. Le “istruzioni per una performance da compiere” sono il nodo di questo progetto coreografico a distanza impartito per delega, via e-mail, a diverse personalità straordinarie e comuni, di volta in volta differenti. Le istruzioni inoltrate dal coreografo, pure informazioni d’innesco del processo, sono scritte anche per essere fraintese… 30 ottobre 2011, Opificio Telecom Italia.

CORPI RESISTENTI, presentati all’interno di France Danse, il terzo capitolo di Romaeuropa, è dedicato al vicino Oriente e all’Africa e muove da una domanda: la richiesta di democrazia corrisponde anche a una primavera nelle arti? Sulla scena coreografi accomunati, più che da un dato stilistico, dalle origini in quella striscia di terra che collega l’Oceano indiano con l’Atlantico. Il tunisino Radhouane El Meddeb nel suo solo Quelqu’un va danser, si avventura a passo di danza nella memoria, guardando nel vissuto più intimo con pudore ma senza paura. Si materializza un teatro della memoria e una narrazione, che potrebbe essere anche la storia del suo protagonista, accompagnata dalla musica di Oum Kalsoum e perfino di Pëtr Il’ič Čajkovskij. Ed è il ritorno alle origini, alla famiglia, alla terra, alla scoperta della sessualità e delle proprie passioni. 9 novembre 2011, Prima Italiana, Palladium.

La coreografa algerina, Nacera Belaza propone due lavori suggestivi: Le Temps Scellé e Les Sentinelles. Entrambi punto di arrivo di una affascinante ricerca, dove arte e vita sembrano intrecciarsi in un risultato che l’ha imposta sulla scena internazionale. Danza pura, astratta, con una forte attrazione per la spiritualità. La rivolta contro il mondo, il piacere per la dissoluzione, la fascinazione per una dimensione mistica e di trance sono le forze che muovono Le Temps Scellé, un duo che vede la partecipazione, oltre che di Nacera, anche di sua sorella Dalila Belaza; mentre Les Sentinelles s’inoltra nello scorrere lento e inesorabile del tempo. 11 novembre 2011, Palladium.

Selma e Sofiane Ouissi, tunisini, debuttano via Skype, perché ancora costretti a lavorare in due paesi diversi, lei in Francia e lui in Tunisia. Un affascinante duo, che si considera un artista solo, da questo impedimento fisico, hanno costruito una performance dal titolo emblematico Here(s), dove i due, connessi via Skype, danzano a distanza in real time. Al termine della performance segue una in collegamento internet sulla loro esperienza lavorativa e personale. 12 novembre 2011, Opificio Telecom Italia.

Muhanad Rasheed, iracheno, propone il solo B Dream dove il senso dello scorrere del tempo viene deliberatamente oscurato; l’egiziano Mahmoud Rabiey, nel solo Enshrined vuole affrontare la relazione tra l’uomo e Dio, e come questa abbia i suoi riflessi sulla comunità e sui rapporti interpersonali: lo fa da una prospettiva legata al sufismo, riprendendo anche i movimenti delle danze rituali di questa filosofia. Fares Fettane nel suo La fin ce n’est que le commencement esplora in modo personale la poetica della trance, è una coreografia che oscilla tra le emozioni quotidiane e una dimensione spirituale e di trance. 13 novembre 2011, Prime Italiane, Palladium. Chiude il capitolo Corpi Resistenti il gruppo marocchino Grouppe acrobatique de Tanger e lo spettacolo Chouf Ouchouf di Zimmermann & de Perrot. Letteralmente traducibile dall’arabo in “guarda e riguarda”, Chouf Ouchouf è un’espressione che significa “osserva ma con attenzione”, per uno spettacolo che a prima vista vuole rappresentare la società araba con ironia, nel suo equilibrio instabile e complesso tra anacronismi e spinte verso il futuro, come dimostrano i recenti eventi dal Marocco allo Yemen. Se la sensazione è di trovarsi tra la folla di un suk arabo o di un metrò europeo, il messaggio è universale e suggerisce allo spettatore l’immagine acrobatica dell’uomo moderno sempre in bilico tra euforia e silenzio. Dal 23 al 27 novembre 2011, Teatro Eliseo.

Il quarto capitolo dell’avventura try the impossible è SUONI. Romaeuropa ha sempre offerto cittadinanza alle diverse anime, anche contrastanti, della musica, e così anche questa XXVI edizione offre proposte che si aprono al rock sperimentale e contemporaneo, alla musica classica e alle contaminazioni tra musica e poesia. Tra i protagonisti lou reed, mario brunello, juste januyte, luca scarzella, yuval avital, antonio pappano, gregory kunde, orchestra nazionale di santa cecilia, lod, kris defoort & dirk roofthooft, richard galliano, sentieri selvaggi ensemble, uri caine, fabio cifariello ciardi, the irrepressibles, sconfini sensoralia.

DIGITALIFE2 il reale, il meraviglioso, il fantastico. Ultimo capitolo mancante all’appello. La realtà è l’apparente assenza di contraddizione. Il meraviglioso è la contraddizione che appare nel mondo reale…il fantastico, l’aldilà, il sogno, la sopravvivenza, il paradiso, l’inferno, la poesia, altrettante parole che stanno a significare il mondo concreto”. Louis Aragon

Se le nuove tecnologie di oggi hanno trasformato il nostro modo di vivere oltre che vedere e comunicare, la creazione artistica ha trasformato la valanga di immagini e informazioni per ricostruire gli universi sensibili del nostro tempo. Questo “senso del meraviglioso quotidiano” ci è dato oggi da artisti che si sono impossessati delle tecnologie per trasformare il reale nel meraviglioso, aprirci a un fantastico che fa oscillare verso il sogno o l’incubo o che piuttosto rivela il mondo astratto delle forme all’opera nell’universo. Il futuro del digitale, l’innesto tra le tecnologie più avanzate e le espressioni artistiche contemporanee, il dibattito sullo sviluppo informatico e sulle nuove modalità di comunicazione: sarà tutto questo il centro di digitalife2, una piattaforma articolata lungo un grande percorso espositivo affiancato da un ciclo di incontri sul rapporto tra arte, creatività e nuove tecnologie, e da esibizioni live. Ideazione e organizzazione dell’intero progetto digitalife2, fulcro del Festival 2011, sono a cura della Fondazione Romaeuropa,diretta da Fabrizio Grifasi e presieduta da Monique Veaute, in partnership con Telecom Italia nel quadro di una collaborazione partita nel 2008 con la Webfactory, la piattaforma con oltre 17.000 iscritti dedicata alla creatività con gli artisti più attivi del web. Protagonisti di questo capitolo sono marina abramović, ryoichi kurokawa, giuseppe la spada, christian marclay, masbedo, carsten nicolai, quayola, daniele spanó, saburo teshigawara, felix thorn, devis venturelli, santasangre + the pool factory, bcaa, cattid.

Di alcuni eventi spettacolo vi sarà streaming live e on demand su telecomitalia.com grazie alla rassegna Metamondi, quando la tecnologia incontra l’arte. Metamondi nata dalla collaborazione tra Romaeuropa e Telecom Italia, porta in scena le avanguardie artistiche con spettacoli proiettati verso un futuro di suggestioni dal sapore tecnologico. Grazie alle tecnologie messe a disposizione da Telecom Italia, il pubblico del web potrà seguire gli spettacoli di Teshigawara, Brown e Brunello su telecomitalia.com sia in streaming live sia on-demand fino al 31 dicembre 2011. Interviste esclusive, backstage e una live chat interattiva consentiranno un approfondimento sugli spettacoli.

Per ora ci sembra tutto. Il programma è molto ricco e gli spunti, interessanti e stimolanti, per seguire da vicino il festival nei suoi capitoli attraverso le varie sezioni di Milano Arte Expo ancor più numerosi. Nel frattempo buon inizio festival.

Federicapaola Capecchi

I LUOGHI DEL FESTIVAL

Auditorium ConciliazioneVia della Conciliazione, 4

Auditorium Parco della Musica Viale Pietro de Coubertin, 30

Brancaleone Via Levanna, 11

Carrozzeria Maercar 2006, Via dei Magazzini Generali 24

Circolo degli Artisti Via Casilina Vecchia, 42

Fondazione MAXXI Via Guido Reni, 10

Macro Future Piazza Orazio Giustiniani

Opificio Telecom Italia (Fondazione Romaeuropa Arte e Cultura) Via dei Magazzini Generali, 20/A

Piscina Comunale XI Municipio di S.S. Lazio Nuoto a.s.d.,Viale Giustiniano Imperatore, 199

Ripa Hotel Via degli Orti di Trastevere, 3

Teatro Argentina L.go Torre Argentina, 52

Teatro Eliseo Via Nazionale, 183

Teatro Olimpico Piazza Gentile da Fabriano, 17

Palladium Piazza Bartolomeo Romano, 8

Teatro Vascello Via Carini, 78

ACQUISTO BIGLIETTI

INFO E ACQUISTO BIGLIETTI E CARNET CON CARTA DI CREDITO 06 45553050
(SENZA COMMISSIONI AGGIUNTIVE)

lunedì-venerdì |10 – 13 | 14.30 – 17

Acquista on line h 24 i biglietti del Festival.

I BIGLIETTI ACQUISTATI ON LINE POSSONO ESSERE STAMPATI A CASA!
Stampandoli a casa avrai l’accesso diretto in sala (senza commissioni aggiuntive)

Di persona :
FONDAZIONE ROMAEUROPA | Via dei Magazzini Generali 20/a
lunedì-venerdì |10 -13 | 14.30 – 17

PALLADIUM UNIVERSITA’ ROMA TRE | Piazza Bartolomeo Romano, 8
lunedì-sabato ore 16– 20 (fino alle 21,30 nei giorni di spettacolo)
06 57332768

MELBOOKSTORE | Via Nazionale, 256 (solo biglietti, no carnet – commissioni di agenzia)
Orario continuato tutti i giorni dalle 9 alle 20 | domenica 10 – 13 e 16 – 20

IL PROGRAMMA: CLICCA oppure SCARICA QUI

ROMAEUROPA FESTIVAL 2011 TRY THE IMPOSSIBLE

http://romaeuropa.net/festival

Informazioni su milanoartexpo

Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: francescotadini61@gmail.com

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