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MilanOltre 2011 Teatro Elfo Puccini: 25 anni tra avanguardia e ironia

dal 4 al 16 ottobre torna l’appuntamento con lo storico Festival milanese.

Al Teatro Elfo Puccini di Milano torna il Festival “MILANoLTRE”, giunto alla sua XXV°edizione, con la direzione artistica di Ferdinando Bruni, Elio De Capitani, Rino De Pace. Anche quest’anno Vetrina Italia sarà dedicata ai coreografi emergenti e si susseguiranno, oltre agli spettacoli, workshop e incontri tematici con artisti ed esperti per un’indagine a 360° sulla danza contemporanea. Dodici giorni per esplorare tra interessanti sperimentazioni legate al mondo della danza.

Let’s Dance, così titola questa edizione, propone due focus su due nomi del panorama della danza e delle arti contemporanee: Karole Armitage con la sua Armitage Gone! Dance, e Matteo Levaggi con il Balletto Teatro di Torino.

Karole Armitage e la Armitage Gone! Dance, nella sala Shakespeare del teatro Elfo Puccini, il 4e 5 ottobre presentano Ligeti Essays, raffinata coreografia su composizioni dell’ultimo György Ligeti e Rave. Karole Armitage,indomabile danzatrice della scena americana degli anni ‘80, formatasi con Balanchine e Cunningham, fin dagli esordi ha dissacrato la più aulica tradizione accademica diventando per tutti la Punk Ballerina. Contesa da alcuni dei più grandi maestri come Baryshnikov a Nureyev e alla guida delle più prestigiose istituzioni come il Maggio Danza a Firenze, la Biennale di Venezia e il Ballet de Lorraine si esprime nella danza pura fatta di velocissimi passaggi tanto che il suo stile è definito ‘’hard rock ballet’’ o “balletto selvaggio”. Un originale mix di tecnica classica, moderna, punk, rock e folk e di sfrontata interdisciplinarietà.

Karole Armitage – scrive Rebecca Milzoff sul settimanale New Yorklavora basandosi su una chiara affermazione di intenti che si potrebbe esporre in cinque punti:

  1. ricercare la bellezza,

  2. rappresentare la mutevolezza,

  3. muoversi nel fuoco della consapevolezza,

  4. vedere il diavolo nella perfezione,

  5. esprimere l’erotismo della gravità.

Le serate del 4 e 5 ottobre propongono un programma che unisce le due anime di Karole Armitage: la raffinata danza di Ligeti Essays chenasce da un trittico musicale, gioiello dell’ultimo György Ligeti e, all’opposto, Rave definito da Dominique Frétard su Le Mondeuna perla rara, che offre momenti di puro piacere. Una festa-delirio che mostra fino a che punto Armitage sia totalmente a suo agio anche con il vocabolario della commedia musicale. Corpi dipinti di arancio, blu, giallo, verde, tutto è artificio, tutto un gioco di specchi. Siamo negli anni ‘80 visti attraverso una macchina del tempo in technicolor”.

E si prosegue, in questo viaggio negli anni ’80, il 6 e 7 ottobre, con due serate dedicate a quegli anni e allo stile punk, che ha contraddistinto il percorso artistico di Armitage, con lo spettacolo GAGA-Gaku confessione della sua passione per le culture orientali, la musica di corte cambogiana, il teatro Noh giapponese e le danze tradizionali di Bali, che sono tutte fonti ispiratrici di questo spettacolo. In questa nuova creazione, giocando con l’inglese, Karole unisce la forma “to be gaga over” ovvero “essere pazzi di” con il genere Gagaku, l’antica musica di corte giapponese. La coreografia parte dalla tradizione giapponese e indaga gli scritti di Artaud sul teatro tradizionale balinese, per incrociare rito e mistero nelle composizioni musicali contemporanee di Lois Vierk. Originali anche i costumi disegnati da 123 5 Issey Miyake a partire da algoritmi matematici, realizzati in PET e altre fibre riciclate.

Di seguito il programma propone due coreografie dei primissimi anni ottanta, The Watteau Duets e Drastic Classicism. The Watteau Duets si ispira al grande pittore francese Jean-Antoine Watteau ma, in questatrasposizione contemporanea, la visione barocca idealizzata del piacere si trasforma in quello che i francesi definiscono “una danza apache”; un’ironica battaglia dei sessi nella quale le punte, più che accentuare l’idea di una danza aerea, diventano armi da combattimento.

Drastic Classicism è una coreografia eseguita su musiche originali di David Linton e Rhys Chatham, oggi sul Palco del teatro Elfo Puccini, rivisitate e accompagnate dal vivo dai Talibam gruppo che spazia liberamente da John Zorn a Frank Zappa, dal funky, con qualche flash di disco anni ‘80, senza dimenticare la furia anarchica del punk. Drastic Classicism ,al suo debutto a New York 30 anni fa, scioccò il pubblico per la sua audacia di una libera associazione di balletto con l’energia cruda di un muro di suono punk.

Il focus dedicato a Armitage si chiude l’8 e 9 ottobre con Three Theories, lavoro ispirato a L’universo elegante di Brian Greene e alle più recenti teorie della fisica quantistica, con l’obiettivo altissimo di trasporre in danza la complessità della fisica contemporanea. Un intreccio di danza, poesia e scienza “non per spiegare delle teorie scientifiche, ma per esplicitarne il contenuto poetico. Il senso di stupore e meraviglia che ci può dare la scienza è tra le più alte esperienze di cui è capace la nostra psiche”. Attraverso il corpo “idee astratte acquistano un contenuto umano: si stabilisce un nesso tra il ritmo del nostro corpo e quello misterioso dell’universo”.

Il focus su Matteo Levaggi apre il 13 ottobre, nella sala Shakespeare, con Primo toccare un inno alla bellezza tra danza e immagine creato insieme al duo di artisti visivi Corpicrudi. Un’opera unica concepita da Matteo Levaggi e dagli artisti contemporanei CORPICRUDI per i danzatori del Balletto Teatro di Torino. Suddivisa in tre episodi riuniti in un’unica serata per Milanoltre: White, Black, Red.

Il 14 ottobre andranno in scena quattro estratti dalle produzioni più importanti di Matteo Levaggi inizialmente concentrato su alcune figure di punta dell’arte, come Caravaggio, Andy Warhol e Man Ray per poi arrivarealla danza astratta delle ultime creazioni. Chiude il focus Levaggi, il 15 ottobre, il nuovo lavoro Le vergini che si interroga sul valore della bellezza e sulla sua possibile morte, sulle suggestioni cinematografiche di Picnic a Hanging Rock di Peter Weir e Il Giardino delle Vergini Suicide di Sophia Coppola.

Questa full immersion nel panorama contemporaneo europeo sia in quello italiano, prosegue nel dare spazio alle nuove generazioni di artisti italiani presenti nell’ambito di Vetrina Italia, dal 4 al 16 ottobre, secondo appuntamento realizzato in collaborazione con PimOff.

Gli spettacoli italiani, divisi tra Teatro Elfo Puccini e PimOff sono: La Merda/Secondo studio decalogo dello schifo di Cristian Ceresoli;Il ritorno di Hula Doll di Tony Clifton circus, uno spettacolo in bilico tra il nonsense e la performance provocatoria; Suite italiana di MM Company/ Michele Merola; Joseph e Your girl di Alessandro Sciarroni/Corpoceleste_C.C.00, il primo è un solo che indaga i meccanismi della creazione scenica tout court, il secondo, rilettura di Madame Bovary, è un lavoro sul desiderio, sul sentimento; Il Lago dei cigni di Ersiliadanza unospettacolo che non asseconda la trama del balletto ma è un viaggio parallelo attraverso le sue simbologie. Il 12 ottobre, alle ore 18, si terrà la presentazione del network Anticorpi XL e delle nuove azioni sul territorio Lombardo a cura di Anna Maria Onetti, Luisa Cuttini, Selina Bassini e Monica Francia.

Poi si prosegue con gli spettacoli dei coreografi emergenti con A una ballerina principiante di Julie Ann Anzilotti, Compagnia Xe; Alice del Gruppo e-MOTION racconto che fa del nonsense il suo senso costruendo una rete intricata di significati tra personaggi tanto incredibili, ritraendo alcuni vizi del nostro mondo e rappresentando una carrellata di “casi clinici”; e ancora Paolo Mohovich con la rivisitazione di Balanchineper il Balletto dell’Esperia e con la nuova creazione per Professione Mas Dance Lab. A chiudere, Macelleria Ettore con NIP_not important persone Compagnia Teatrale Dionisi con Serate bastarde.

Il programma di Milanoltre prevede, come sempre, dei workshop – con Armitage e Levaggi presso il Mas di Milano – e incontri tematici con artisti, esperti e studiosi, dal mondo coreografico e teatrale a quello scientifico, delle arti visive, del design, del cinema e della moda come Maria Luisa Buzzi, Claudio Bartocci, Valeria Crippa, Michela Gattermayer, Marinella Guatterini, Francesca Pedroni, Marco Pesatori, Roger Salas, Elisa Guzzo Vaccarino.

Milanoltre compie 25 anni. Un lungo viaggio e un importante, significativo ed essenziale percorso sempre articolato, mai banale, nella danza contemporanea, nel teatro, nell’interdisciplinarità e nelle sperimentazioni.

MilanOltre compie venticinque anni, traguardo importante e molto simbolico. Soprattutto se nel frattempo si è passati da un millennio a un altro, navigando tra le turbolenze di un’epoca fragile e inquieta. Una storia lunga un quarto di secolo che comincia nel 1986 quando, a tenere a battesimo MilanOltre sono due dei teatri più vivaci della città, l’Elfo e il Porta Romana che nel 1992, proprio grazie a questa joint venture, si fonderanno diventando Teatridithalia. Con l’irruzione di MilanOltre sulla geografia culturale cittadina si infrange il tabù dell’esclusione di Milano dai circuiti della scena internazionale, si sabotano i sistemi a comparti stagni della programmazione teatrale, si dà diritto di cittadinanza all’ibridazione di generi e linguaggi. Oggi sembra scontato, allora non lo era per niente. Nel frattempo sono nati altri festival capaci di sondare le liquide frontiere della creatività contemporanea, internet ha accelerato i processi di comunicazione e di scambio, i voli low cost hanno reso il mondo più piccolo, ma nella Milano da bere, a metà anni Ottanta, Londra, Bruxelles, Toronto, New York sembravano ancora molto lontani. La prima edizione dell’ottobre 1986 è la promessa di quel che sarà, parecchia danza ma con la netta predisposizione alla contaminazione […]” Sara Chiappori

[…] MilanOltre, storicamente, è stata forse in assoluto la prima rassegna per la quale si è fatto esplicitamente uso di un concetto che poi, negli anni, è diventato di moda, quello di interdisciplinarietà, di caduta delle divisioni fra i “generi” e i linguaggi. Per quanto riguarda le proposte in sé, non saprei dire – in un panorama che spazia da Lepage a Meredith Monk, dallo Squat Theatre ai Sankaj Juku, dalla Socìetas Raffaello Sanzio a Danio Manfredini – quali siano state più o meno importanti. Va però certamente ricordato – per i confini estetici che ha spostato, per le grandi masse di spettatori che ha coinvolto – il forte impatto trasgressivo della Fura dels Baus dei primi anni.[…] Renato Palazzi

Per chi ama la danza contemporanea, MilanOltre ha svolto e svolge un ruolo fondamentale. Evidente fin dalla prima edizione: portare a Milano i grandi coreografi internazionali e i protagonisti dell’avanguardia. […] si è sempre sofferta la clamorosa scarsità di presenze dei grandi maestri del contemporaneo. Perché se è vero che La Scala oltre alla tradizione classica ha portato a Milano un maestro del nostro tempo come William Forsythe, Angelin Preljocaj e nei primi anni Ottanta Pina Bausch e il suo Wuppertal Tanztheater (tornato in città solo nel 2011), e che è stato il Piccolo ad ospitare artisti come Carolyn Carlson e Shen Wei, è indiscutibile che sia MilanOltre ad aver spalancato con continuità, anno dopo anno, le porte della città alla danza contemporanea regalando ai suoi spettatori un’assidua frequentazione del genere […]” Francesca Pedroni

25 anni dentro la danza e per la danza.

Luther Blisset

PER INFORMAZIONI GENERALI SUL FESTIVAL
Associazione Culturale Milano Oltre
Corso Buenos Aires, 33
20124 Milano
tel. 02 00660652 – 335 7052753
miol@elfo.org

http://www.milanoltre.org

Informazioni su milanoartexpo

Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: francescotadini61@gmail.com

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