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Coreografia, Dancing Dreams - Sui passi di Pina Bausch, Danza, Danza contemporanea, danza nel mondo, Kontakthof, Teatro, Teatrodanza

Dancing Dreams – Sui passi di Pina Bausch. Il 19 agosto a Milano e Cremona

Il film a Milano e a Cremona il 19 agosto, dal 24 agosto a Firenze.

Quaranta ragazzi, tra i 14 e i 18 anni, per dieci mesi sullo stesso palcoscenico, per mettere in scena Kontakthof, una delle coreografie più complicate, elaborate da Pina Bausch. Guidati da Jo-Ann Endicott e Bénédicte Billiet e supervisionati dalla celebre coreografa, di cui il film-documentario custodisce anche l’ultima intervista rilasciata nel giugno 2009 poco tempo prima di morire. I giovani provano con disciplina a dare consistenza ai loro sogni, nonostante qualcuno di loro sia arrivato lì per pur caso. Questo è Dancing Dreams – Sui passi di Pina Bausch, il film, in tour anche in Italia, che venerdì 19 agosto la P.F.A. Films presenterà al Cinema Centrale di Milano e al Cinema Filo di Cremona, e che dal 24 agosto sarà al Cinema Odeon di Firenze e, nelle settimane successive, approderà nelle sale di altre città italiane.

Il film documentario è diretto da Anne Linsel e Rainer Hoffmann e rende omaggio all’arte della straordinaria coreografa tedesca Pina Bausch. Proiettato come evento speciale alla 60° edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino, e molto apprezzato dalla critica e dal pubblico europei, Dancing Dreams – Sui passi di Pina Bausch ci offre uno sguardo emozionante ed inedito sul dietro le quinte dell’allestimento di uno spettacolo di teatrodanza curato da Pina Busch nel 2008, pochi mesi prima della sua scomparsa, e ci mostra la Bausch in persona al lavoro con i suoi ballerini, tutti giovanissimi, molti addirittura adolescenti. Il film è la presa diretta del fascino e delle suggestioni di una forma d’arte che ha segnato la danza e il teatrodanza in tutto il mondo, e offre un ritratto intimo ed affascinante di una delle maggiori personalità, e geniali, del mondo della danza.

“Il film è incentrato su un gruppo di giovani ballerini impegnati nelle prove per una performance di uno dei capolavori di Pina Bausch, Kontakthof, una presentazione stilizzata dell’intreccio dei sessi. Molti dei ragazzi non sono ballerini professionisti ma sono stati ingaggiati per un esclusivo progetto educativo. Nel corso del film ci vengono raccontate alcune delle storie personali dei ragazzi, ma il fulcro dell’attenzione è sulle scene di danza. E qui il film affronta un aspetto controverso che è tipico del lavoro della Bausch. Molte delle sue famose coreografie includono contorsioni erotiche e spesso provocatoriamente sessuali, e osservare teenager impegnati in questi atteggiamenti simulati ma tuttavia feroci non mancherà di scuotere gli spettatori. La verità è che per i teenager, alle prese con l’emergere della propria sessualità, l’opportunità di esprimere questi sentimenti repressi attraverso la danza può essere un’esperienza liberatoria, piuttosto che traumatica. In ogni caso, il film non è solo un accademico film sulla danza, ma una stimolante analisi dei molti modi in cui l’arte può dare una scossa elettrica alla nostra vita di tutti i giorni”.

Dancing Dreams – Sui passi di Pina Bausch (Tanzträume – Jugendliche tanzen ‘Kontakthof’ von Pina Bausch) è un film a colori di genere documentario della durata di 89 min. diretto da Anne Linsel, Rainer Hoffmann e interpretato da Pina Bausch. .
È anche noto con il titolo internazionale
Dancing Dreams – Teenagers Perform.
Prodotto nel 2010 in Germania e distribuito in Italia da P.F.A. Films.

Kontakthof, a piece by Pina Bausch è del 1978. La Premiere fu il 9 dicembre all’Opera House Wuppertal. Nel 2000 Pina Bausch lo rimette in prova e in scena con tutti interpreti over 65 e nel 2008 con interpreti adolescenti e giovanissimi.

Kontakthof mit Damen und Herren ab 65 è la rimessa in scena dello spettacolo della sua compagnia ma non sono i suoi danzatori ad essere sul palco. Non sono danzatori professionisti, ma gente comune, scelta attraverso provini, e successivamente messa in prova e “liberata” nella danza da Pina Bausch e dalle sue assistenti.

Ho visto in teatro questa versione di Kontakthof, non quella del ’78, se non per un breve filmato video d’archivio.

Lo spettacolo si apre su un enorme stanzone vuoto, una sala da ballo popolare, con i danzatori (over 65) allineati sul fondo, lungo una linea di sedie. Uno, due, tre, poi tutti avanzano a proscenio, fissano il pubblico. Chi si passa le mani sulla testa, sui capelli, che alcuni non hanno più; chi mostra i denti. Alcuni uomini sono ancora belli e affascinanti, qualche donna, ancora visibilmente sensuale, non cela il piacere di muovere voluttuosamente il sedere, i fianchi, o di toccarsi la bocca con piccoli gesti delle mani, facendo pensare a quali inebrianti cose sappiano ancora fare quelle labbra e quella bocca. Tutti i performers, non uno escluso, vengono e se ne vanno dal proscenio diffondendo una notevole carica erotica. E infatti la platea rideva molto, troppo, come una reazione volta a celare un po’ di imbarazzo. Il fronte dei maschi raggiungere il fronte femminile, e a questo punto si anima un incontro di corpi, mani che toccano, che palpano, che si infilano tra i vestiti. Poi, inversione, sono le donne ad andare incontro agli uomini, secondo lo stesso schema. Gli “over 65” raccontano storie di vita vissuta in italiano, in tedesco, inglese, coinvolgono il pubblico in riflessioni sul senso dell’esistenza, gli chiedono monetine per far funzione il cavallo a dondolo, cavalcato a turno dalle donne. Arrivati alla fine di quel cabaret che è la vita, damen und herren non demordono, e nel linguaggio di Pina Bausch, irridono all’assillante paura del tempo che passa, rilanciano la sfida e la gioia di corpi forse un po’ molli, di volti con le rughe, di capelli bianchi, mostrandoli come un trofeo a noi, animali sociali fissati sull’apparire più che sull’essere, fautori e promotori di ogni tipo di ritocco e allontanamento/ritardo della morte, eppure non ancora in grado di sfuggire in nessun modo alla vecchiaia.

Quale degli spettacoli di Pina Bausch non è un capolavoro? Effettivamente. Ma Kontakthof lo è in un modo particolare, con quei contatti, con quell’umanità vera, vibrante, che non esagera, non alza la voce più, forse, come quando era giovane, ma non per questo non ci conduce a riflettere sulle verità. Una coreografia “tragicomica”: tre ore di spettacolo di tenzoni sessuali, fisiche e vocali, consolidati rituali di corteggiamento, scherzi pesanti (un topo morto è ripetutamente sventolato davanti ad una signora bionda che fugge disperata), si sparla, si stabiliscono le coppie per i lenti, i valzer, gli sfrenati boogie-woogie, si assoggetta all’estenuante rito della visone collettiva di film culto come nella proiezione della Corazzata Potemkin di Ejzenstejn che in Kontakthof è un cortometraggio sulla vita degli anatroccoli; tre ore di teatro totale. C’è il mondo visionario di Pina Bausch, la sua pungente capacità di traduzione incisiva dei vizi dell’uomo. Girotondi e inesauribili diagonali, gesti quotidiani e relazioni e accenni complici con il pubblico, frammenti di discorsi. E ci sono le cattiverie: il ballo del mattone diventa l’occasione per violenze fisiche. C’è l’autenticità in cui il teatro è mimesis della vita, riflesso di un’umanità. C’è il segreto di saper scacciare la noia. La terza età dimostra di conoscere assai bene l’arte di invecchiare con ironia, nostalgia, sarcasmo e umanità.

 

Kontakthof. Teenagern ab 14

I protagonisti, questa volta, sono ragazzi, dai 14 anni ai 18. Questa rimessa in scena diventa il rovescio di quello con gli over 65. Qui i corpi sono al fiorire dell’energia, ma l’esperienza di vita e amore è molto fragile, spesso sconosciuta. Le delusioni quindi possono assumere la forma e le conseguenze dei terremoti, le timidezze possono preludere sani e importanti slanci, anche e soprattutto fisici. I giovani protagonisti, guidati dai danzatori esperti della magnifica compagnia di Wuppertal, sono riuniti in una stanza con un piano, alcune sedie e un cavallo a dondolo come unica scenografia. Guardano l’amore come da una soglia, con un po’ di distanza, di paura, di abbandono. C’è sempre la sensibilità di Pina Bausch, la sua capacità di guardare, amare e raccontare l’essere umano con ironia, mistero, coinvolgimento. E vicinanza, contatto, vero.

Kontakthof. Teenagern ab 14 (With Teenagers over ´14`) potrete vederlo:

il 26 e 27 ottobre 2011 a Friburgo, al Theater Freiburg

28,29 e 30 marzo 2012 a Lorient, CDDB – Théâtre de Lorient

4,5,6 aprile 2012 a Brest, Le Quartz – Scène Nationale de Brest

Federicapaola Capecchi


Kontakthof, a piece by Pina Bausch
Director and Choreographer Pina Bausch
Set and Costume Design Rolf Borzik
Collaboration Rolf Borzik, Marion Cito , Hans Pop

Arnaldo Alvarez, Gary Austin Crocker, Elizabeth Clarke, Fernando Cortizo, Josephine Ann Endicott, Lutz Förster, John Giffin, Silvia Kesselheim, Ed Kortlandt, Luis P. Layag, Mari DiLena, Beatrice Libonati, Anne Martin, Jan Minarik, Vivienne Newport, Arthur Rosenfeld, Monika Sagon, Heinz Samm, Meryl Tankard, Christian Trouillas

Music Juan Llossas, Charlie Chaplin, Anton Karas, Sibelius and others …

Premiere 9 December 1978, Opera House Wuppertal
Premiere mit Damen und Herren ab ’65’ 25 February 2000
Premiere mit Teenagern ab ’14’ 7 November 2008, Schauspielhaus Wuppertal

International engagements/ tours
1980 South-America Tour: Curituba, Rio de Janeiro, Sao Paulo, Porto Alegre, Santiago de Chile, Buenos Aires, Lima, Bogota, Caracas, Mexico City; 1981 Avignon, France; Venice; 1982 Australia: Melbourne, Adelaide; 1983 Brussels; Swiss-Tour: Zurich, St. Gall, Basel, Lausanne; Milan; Venice; Hamburg; 1984 Lyon, Grenoble, Lille; 1985 Venice; Rome; America -Tour: Montreal, Ottawa, New York; 1986 Japan-Tour: Tokyo, Osaka, Kyoto; 1987 Paris; 1988 Athens, Delphi; 1989 Leipzig; 1993 Moscow; 1994 Lisbon; 1996 Paris; 2001 Taipei;

http://www.pina-bausch.de

Informazioni su milanoartexpo

Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: francescotadini61@gmail.com

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