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Uovo performing arts festival: fino al 25 marzo 2012. 10 anni nelle evoluzioni della performing arts

Da dieci anni Uovo posiziona la perfoming art al centro delle proprie scelte e dell’interesse, da dieci anni ridefinisce, di volta in volta, strategia per strategia, l’idea di fondo del festival. Dieci anni in cui il festival non è mai stato uguale a sé stesso, inseguendo e cercando sempre nuovi linguaggi, modulazioni e declinazioni, nuove forme della performance contemporanea; in cui ha prediletto la scoperta di luoghi non convenzionali e ha sostenuto produzioni alla cui base vi fosse un concreto ripensamento della relazione performer/pubblico/spazio/coinvolgimento, emotivo ed estetico. Interdisciplinare e indisciplinato ha, negli anni, sviluppato costantemente progetti paralleli al Festival, che ne consolidassero la vocazione democratica ed esplorativa di ogni commistione e genere: SuperUovo, Uovokids, Uovo Music, Uovo à la coque, UovoTv.

Questa edizione 2012 di Uovo, realizzata con il sostegno del Comune di Milano, convolgerà tre diverse location, Teatro Franco Parenti, Triennale di Milano, Fabbrica del Vapore, e ha come protagoniste alcune della presenze più significative della propria decennio, artisti che hanno contribuito a disegnare la fisionomia del festival e realtà che ne hanno sposato la filosofia di approccio trasversale alle arti. Oltre alla presenza di una giovane generazione di artisti che Uovo ha sostenuto fin dal loro esordio: Plumes dans la tête, Dewey Dell, pathosformel. Un’edizione, questa, attenta anche alla scena italiana.

La decima edizione di Uovo è caratterizzata dalla presenza di un’opera di William Forsythe, tra i più importanti coreografi al mondo, capace di mescolare in modo straordinario i linguaggi della danza, dell’arte e della tecnologia, vincitore, nel 2010, del “Leone d’Oro” alla carriera alla Biennale Internazionale di Danza Contemporanea di Venezia. L’opera è Solo, Antipodes I/II, Suspense una video installazione, in prima italiana, alla Triennale di Milano, 22 e 23 marzo 2012 ore 10.30 – 22.30; 24e 25 marzo 2012 ore 10.30 – 20.00. Suspense è un film di 13 minuti e 10 prodotto da Julian Gabriel Richter e diretto da Dietrich Krüger, seconda opera in cui agisce lo stesso Forsythe. Suspense come dire la tensione in senso fisico e psicologico, come sinonimo per la levitazione nell’incertezza.Il video mostra due diverse prospettive di una sorta di lotta del danzatore con una corda nera. Un tipo di approccio alla corda che ricorda il tentativo di domare un animale selvatico. Ora vicina, ora lontana, liberato e poi nuovamente catturato. Oggetto coreografico che rappresenta un potenziale passaggio da uno stato all’altro, in ogni spazio immaginabile. Antipodes si compone di due film mostrati, proiettati l’uno di fronte all’altro, l’uno opposto all’altro. A sostenere la convinzione che la realtà fisica sia prodotto di un’abitudine cognitiva e non di un processo basato sulla logica. William Forsythe esplora lo spazio. Con il suo corpo esplora la forma e lo spazio. Questo riscrivere il corpo. Un corpo pende dal soffitto, un altro è a terra. Con facilità, senza sforzo, sembrano sfidare la gravità, e solleticare diversi punti di vista dello spettatore. Tanz beschreibt sich selbst, seine Prozesse und Prinzipien, und teilt sich allen mit, die Willens sind zu lesen, ohne Schlussfolgerungen zu ziehen. Tanzende Körper sind Zeitmaschinen, denn Zeit ist das wunderbare Produkt tanzender Körper.”

La Socìetas Raffaello Sanzio / Romeo Castellucci, costante presenza del festival, è presente con una doppia partecipazione: con la performance Storia contemporanea dell’Africa. Vol. III, veloce azione scenica di Romeo Castellucci, in scena, della durata di 15 minuti, accompagnato dalla sua numerosa famiglia d’arte, sei figli. La storia raccontata in quindici minuti, è un gesto abbastanza conosciuto: mettersi in ginocchio. In ginocchio nella storia e nello spazio. Uno sopra l’altro, fino ad arrivare alla condensazione del gesto in una materia congelata in un arco di forza. Davanti a cosa inginocchiarsi? Da dove viene questo bisogno ora?. E con una mostra fotografica curata dall’artista Luca Del Pia sui lavori storici della Socìetas, da Amleto. La veemente esteriorità della morte di un mollusco del 1992, al pluripremiato Genesi. From the Museum of Sleep del 1999.

Virgilio Sieni, danzatore e coreografo apprezzato nel mondo, presenterà Nei Volti, poetico lavoro che lo vede nuovamente impegnato in un assolo dopo lo storico e celebrato Solo Goldberg. “Per questo nuovo lavoro desidero ispirarmi a volti di persone che hanno resistito. Resistito a qualcosa: non soltanto alle guerre ma anche nei loro luoghi, nella cura delle gesta, delle poche cose, della terra, degli altri. Persone non famose, presenze marginali, sottovoce. Guardando i loro volti, la loro vita, quel tempo dedicato alla resistenza, desidero che diventino le pitture, i corpi, le storie, le esperienze della nuova coreografia: in quegli occhi, margini, profili, soglie, stanze. Sono i volti del padre e della madre, dei fratelli, del contadino, del prete, del partigiano, della nonna, del ciabattino, del poeta, del maestro. Mi prestano i loro volti, le loro pose, le loro figure, la loro luce e oscurità: un pensiero che anima il corpo. Una collezione di volti che appaiono in scena a dare memoria al gesto che si carica di richiami, risonanze, echi e poi vicinanza, accostamento e ancora di nascita. Il danzatore diventa qui allievo di quegli sguardi e testimone attraverso la caduta nella danza.” Virgilio Sieni Le musiche sono di J. S. BachAllemanda e Sarabanda dalla partita in la minore BWV 1013; Minuetto dalla Suite in si minore BWV 1067; Siciliano dalla Sonata in mi magg. BWV 1035 -, di Salvatore SciarrinoCome vengono prodotti gli incantesimi?; Canzona di ringraziamento -, e di G. P. Telemann, Dolce dalla VI Fantasia in re minore. Una produzione 2011.

Jérôme Bel è uno degli artisti più importanti nella storia del festival. Il provocatorio coreografo transalpino, tra i nomi più prestigiosi della scena internazionale, è presente con il video Véronique Doisneau, nato dall’incontro con un mondo distante e per molti versi differente dal suo, quello del Balletto dell’Opéra National de Paris, culla della danza classica. Una donna sta sul palco all’Opera di Parigi. Parla con una qualità che è morbida, aperta, un po’ titubante. Una maglietta rosa, che ricorda i collant di danza di ragazza, quando era piccola, il suo corpo, di 42 anni, di donna. Questo difficile rapporto tra ragazza e donna è uno degli elementi che il coreografo Jerome Bel suscita con tanta naturalezza e acutamente in Veronique Doisneau (nome della performer e della performance). Ms. Doisneau parla della sua vita di ballerina, che fa parte di quel gruppo di donne che, pur essendo pienamente adulte, sono ancora chiamate mesdemoiselles nelle quinte, all’Opéra di Parigi. Condivide informazioni sul suo stipendio, i suoi figli. Si rivela una persona matura. In parte morbidamente, si chiede se non aveva abbastanza talento per diventare una star…

Nomi storici e presenze prestigiose dunque. Ma anche la nuova scena performativa italiana. Come Plumes dans la tête di Silvia Costa, sostenuta e prodotta da Uovo negli ultimi anni, con la prima italiana del suo ultimo lavoro Stato di Grazia,contesto tratto da Psychopathia sexualis di Richard von Krafft-Ebing, pubblicato per la prima volta nel 1886, un’idea, una ricerca sulla deviazione, spaziale e mentale. “Ho bisogno di raccontare la storia di qualcuno. Una di quelle vite che vengono dette “infami”, perchè un unico gesto o un semplice tratto sono sufficienti a contraddistinguerle, a mettergli il marchio. Cercavo qualcuno che con la sua presenza e con le sue parole portasse corruzione. In mezzo a tutto quell’oro. Qualcuno che arrivasse davvero a toccare il fondo. Declinasse e deviasse fino in fondo. In senso morale, ma anche spaziale. L’oro qui è quel fondo, e getta su ogni cosa una luce che non è diurna, non è reale. Strappa ogni cosa alla tenebra, ma ciò che si dispiega luminosamente non è altro che una tentazione notturna, un gesto compiuto nel sogno di un individuo. Gli era parso tutto possibile, umano, chiaro e inevitabile. Non c’erano ombre o contorni; non c’erano condanne o sentenze. Solo uno stagliarsi ed uno sprofondare nello splendore del suo unico tratto. Nella salvezza della sua propria luce.

E Dewey Dell (Agata Castellucci, Demetrio Castellucci, Teodora Castellucci, Eugenio Resta) – tra le nuove realtà più acclamate della scena – che presenteranno in esclusiva Tuono, lavoro ad hoc prodotto dalla compagnia guidata da Teodora Castellucci per i dieci anni del festival.

L’attenzione di Uovo per le architetture degli spazi, ha chiesto ad un’altra giovane compagnia, cresciuta negli ultimi anni anch’essa in seno al festival, un progetto ad hoc: pathosformel  “abiterà” una delle sale del Teatro Franco Parenti, costruendo un vero e proprio progetto curatoriale autonomo “interno” al festival che prevede momenti performativi, installazioni, creazione di “ambienti”. All’interno di questo progetto la compagnia, Premio Ubu nel 2008, presenterà al pubblico anche il suo ultimo suggestivo Alcune primavere cadono d’inverno, realizzato insieme ai port-royal – gruppo “di culto” dell’elettronica del nostro Paese, seguitissimo in tutta Europa – autori e per l’occasione anche esecutori dal vivo delle musiche dello spettacolo.

La vocazione di scouting di Uovo porta altre novità e la prima italiana di Forecasting di Giuseppe Chico e Barbara Matijević – coprodotto da Uovo e Kaaitheater e reduce dal Festival di Avignone dello scorso anno – è invece la conferma della forza espressiva spiazzante di una coppia di artisti, ormai ospiti fissi dei maggiori palcoscenici europei.

La decima edizione del festival presenta, infine, un ampio e importante progetto video, Memories, proiezione di alcune delle più suggestive performance delle nove edizioni di Uovo. Un progetto sulla memoria del contemporaneo per offrire l’opportunità anche ad un pubblico più giovane di confrontarsi con la storia del festival e con il lavoro di alcuni dei più interessanti artisti della scena contemporanea.

Tutti gli avvenimenti di questa decima edizione di Uovo performing arts festival saranno come sempre documentati in tempo reale con materiali video e fotografici su uovotv.com

Tra i partner di questa decima edizione Club To Club, altra realtà che da tempo collabora con Uovo e che nello specifico contribuirà alla realizzazione di uno degli appuntamenti di Uovo Music, il recente progetto sulla musica indipendente internazionale, autonomo ma interconnesso con il festival. Insieme alla creatura di Sergio Ricciardone ed Xplosiva, Uovo proporrà Viva Uovo + Club to Club!, una serata esclusiva per celebrare degnamente il giro di boa con alcuni tra gli artisti più intriganti della scena elettronica contemporanea: Spencer, fondatore ed emissario del mix unico tra UK funky e dubstep che caratterizza Numbers, originale progetto musicale ‘made in Scotland’ (brand d’esportazione, collettivo di artisti e, dal 2010, etichetta discografica, che negli anni si è imposta firmando eventi esclusivi nel club londinese Fabric e prestando la sua scuderia ai principali festival internazionali); il tenebroso e controverso Actress, recentemente impegnato con il progetto africano di Damon Albarn e i remix per i Radiohead, che presenta in esclusiva il suo nuovo album R.I.P; infine il live set di ‘O’ (leggi ‘One Circle’), progetto firmato da tre tra i più promettenti produttori italiani del settore (Vaghe Stelle, Stargate, A:RA).

Federicapaola Capecchi

 

GIOVEDI 22 MARZO

Luca Del Pia
La nascita della bellezza
Teatro Franco Parenti
h 10.00_ 24.00

William Forsythe
Solo – Antipodes I / II – Suspense
Triennale di Milano
h 10.30_ 22.30

Memories
Triennale di Milano
h 11.30_ 20.00

 

Jérôme Bel
Véronique Doisneau
Teatro Franco Parenti
h 19.00_ 23.00, inizio proiezione ogni ora

pathosformel
Don’t be afraid of the clocks
Teatro Franco Parenti
h 19.00_ 23.00

Plumes dans la tête
Stato di grazia
Teatro Franco Parenti
h 20.00

Compagnia Virgilio Sieni
Nei Volti
Teatro Franco Parenti
h 21.00

VENERDI 23 MARZO

Luca Del Pia
La nascita della bellezza
Teatro Franco Parenti
h 10.00_ 24.00

William Forsythe
Solo – Antipodes I / II – Suspense
Triennale di Milano
h 10.30_ 20.00

Memories
Teatro Franco Parenti
h 18.00_ 24.00

pathosformel
Don’t be afraid of the clocks
Teatro Franco Parenti
h 19.00_ 23.00

Giuseppe Chico/Barbara Matijević
Forecasting
Teatro Franco Parenti
h 20.00 e ore 22.00

Plumes dans la tête
Stato di grazia
Teatro Franco Parenti
h 21.00

 

SABATO 24 MARZO

Luca Del Pia
La nascita della bellezza
Teatro Franco Parenti
h 10.00_ 24.00

William Forsythe
Solo – Antipodes I / II – Suspense
Triennale di Milano
h 10.30 _ 20.00

Memories
Teatro Franco Parenti
h 15.00_ 21.00

Socìetas Raffaello Sanzio/Romeo Castellucci
Storia contemporanea dell’Africa. Vol. III
Fabbrica del Vapore
h 19.15 e h 20.00

Viva Uovo + Club to Club!
Actress/O/Spencer
Teatro Franco Parenti
h 21.30

DOMENICA 25 MARZO

William Forsythe
Solo – Antipodes I / II – Suspense
Triennale di Milano
h 10.30_ 20.00

WHAT’S ON… AROUND UOVO PERFORMING ARTS FESTIVAL

26 marzo
h 21.30
c/o Teatro Elfo Puccini
Sentieri Selvaggi: ritratto di Michael Gordon
Slagwerk Den Haag Ensemble
Timber

28_30 marzo
h 20.00
c/o DiD Studio – Fabbrica del Vapore
Compagnia Ariella Vidach – AiEP (IT)
Tumbit

Uovo press
Matteo Torterolo
tel. +39 3479579077
mail press@uovoproject.it

Teatro Franco Parenti
via Pier Lombardo 14, Milano

Triennale di Milano
viale Alemagna 6, Milano

Cattedrale c/o Fabbrica del Vapore
via Procaccini 4, Milano

http://2012.uovoproject.it/

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Blogzine fondata dal centro culturale Spazio Tadini di Milano. Per info: milanoartexpo@gmail.com

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