Unica data, a Reggio Emilia, sabato 29 ottobre 2011, per lo spettacolo Salves di Maguy Marin, all’interno di Francedance, la danza francese in tour. La coreografa è stata di recente ospite di Torinodanza festival, 26 ottobre 2011, per il FOCUS QUATTRO al femminile, e ha appena debuttato, in prima assoluta mondiale, con Faces, nuovo lavoro per Le Ballet de l’Opéra deLyon.
“Lavorare il nostro pessimismo e le nostre paure e così sfuggire a quella, presente tutt’intorno a noi, che ci schiaccia e ci rende impotenti e tristi.” Maguy Marin
Coreografia per 7 danzatori che attraversa temi cari a Maguy Marin, muovendo in un registro coreografico denso di significati e con una predilezione per la cura del gesto. In Salves si srotola il filo trasparente della storia, quello della grande storia. C’è l’immagine di un destino umano composto da progressi, battute d’arresto e di ripetizioni perpetue che la coreografa mostra come a voler sottolineare che se Walter Benjamin sosteneva che “il pessimismo deve essere organizzato”, l’umanità cui pensa Maguy Marin è pronta a “dare vita alle forze di resistenza”. Con la danza si conquistano libertà, non con la sola coscienza. È un impegno etico sempre forte ed evidente quello della coreografa francese. Fa sì che, a volte, le sue creazioni possano “disturbare”, ma risultino poi sempre necessarie. Pensiamo ad alcuni lavori come Turba o Description d’un combat, dove la sua visione del presente è quella di un campo di rovine ereditato dalle grandi catastrofi collettive del XX°secolo, ma che, scena dopo scena, si trasforma in poesia.
In questa nuova piece si osservano i vari periodi storici, tutti attraversati da temi centrali quali la cultura, la libertà nell’arte, la libertà dell’arte che quotidianamente si sgretola e viene ricostruita, riconquistata, una libertà che, messa in pericolo, ritorna instancabilmente …Ricominciare, ricostruire, sempre. Si evocano grandi nomi dell’arte come Delacroix, Picasso, arrivando fino alla Statua della Libertà, la Venere di Milo, persino Elvis Presley. Maguy Marin attinge anche da alcune sue letture: Lucrezio, Franz Kafka, Hannah Arendt, Georges Didi-Huberma, per azzerare il luogo mentale ove possa venir imprigionata ogni mossa degli interpreti, rendendo chiaro che la danza non sarà ingenuamente sentimentale.
Il filosofo Walter Benjamin è citato ma per dire che il lavoro deve proseguire “in modo che le forze di resistenza, la fonte dei momenti inestimabili che sopravvivono all’oblio, possano sorgere e risorgere.” Il tutto in un’alea di piccoli gesti, piccole dimensioni, scarna la scena. Ad attestare l’urgenza, la necessita di un cambiamento epocale, l’esigenza di prendere in mano il destino, costruendo il futuro in modo consapevole, ribellandosi a scelte politiche che sopraffanno l’uomo e i suoi valori. Salves è un’affermazione politica, in forma di danza, senso del teatro, arte dello spazio e conoscenza del ritmo visivo e musicale. Uno spettacolo manifesto. Campanello d’allarme di un mondo malato in cui la rabbia vince ancora sulla disperazione.
“Lorsque j’ai entamé cette nouvelle pièce, il m’est revenu à l’esprit ce qui pour Turba nous a enthousiasmé dans le De rerum natura de Lucrèce: les atomes déclinent perpétuellement, mais dans leur chute, ils font à un moment un écart dans leur course, le clinamen. Il suffit qu’un atome bifurque légèrement de sa trajectoire parallèle pour entrer ainsi en collision avec les autres d’où naîtra un monde, l’invention d’une forme nouvelle qui peut donner lieu à des conséquences inouïes.
De même, au sujet de la parabole de Franz Kafka sur laquelle s’appuie notre dernière pièce Description d’un combat, Hannah Arendt écrit que l’homme ouvre par sa présence une brèche dans le continuum du temps entre passé et futur faisant ainsi dévier les forces antagonistes très légèrement de leur direction initiale en créant une force diagonale qui ressemble à ce que les physiciens appellent un parallélogramme de forces.
Faisant allusion à la «perte de l’expérience» de Walter Benjamin provoquée par la répétition des catastrophes collectives du XXème siècle qui ont transformé le présent en un champ de ruines dépourvu d’inscription dans l’histoire, c’est-à-dire sans mémoire ni devenir, Georges Didi-Huberman nous propose dans son livre, Survivance des lucioles
« d’élever, dans chaque situation particulière, cette chute à la dignité, à la beauté nouvelle, en faisant de cette pauvreté même une expérience selon la leçon de Walter Benjamin pour qui déclin n’est pas disparition. » Il faut « organiser le pessimisme » disait Walter Benjamin.
Travailler donc à faire surgir ces forces diagonales résistantes, sources de moments inestimables qui survivent à l’oubli, ces voix qui, du fond des temps, nous font signe.
Travailler notre pessimisme et nos peurs et ainsi échapper à celle, ambiante, qui nous écrase et nous rend impuissants, tristes et fourbus.
Cela, avec l’accompagnement de 7 interprètes, complices des créations antérieures.” Maguy Marin
Biografia e storia della compagnia clicca oppure vai sul sito Teatri Reggio Emilia
SALVES di Maguy Marin Compagnie Maguy Marin
Ideazione Maguy Marin
in collaborazione con Denis Mariotte
interpreti Ulises Alvarez, Kais Chouibi,Teresa Cunha, Romain Bertet, Mayalen Otondo, Jeanne Vallauri, Vania Vaneau
assistente Ennio Sammarco
direzione tecnica e luci Alexandre Béneteaud
scenografia Michel Rousseau
costumi Nelly Geyres
attrezzeria Louise Gros, Pierre Treille
suono Antoine Garry
Coproduzione: Biennale de la danse de Lyon 2010, Théâtre de la Ville de Paris, Centre chorégraphique national de Rillieux-la-Pape – Cie Maguy Marin
TEATRO ARIOSTO
Reggioemiliadanza Aperto Festival
Sabato 29 ottobre, ore 20,30























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