La coreografa argentina che gioca con la quotidianità e l’ironia è, ancora solo stasera, giovedì 22 settembre, a Berlino, con il suo nuovo spettacolo Berlin, Elsewhere, per poi portarlo anche in Italia, dal 29 ottobre, a You are Here, Teatro Contatto, Udine
Una piazza di grattacieli in gommapiuma, divani gonfiabili che diventano caseggiati popolari, studenti, figli di immigrati, abitanti della ex DDR, turisti che si sfiorano e si scontrano su questa piazza. Alla Magritte, una grande proiezione sul fondo della scena con scritto “Questo non è un pezzo su Berlino”. 
Questi solo alcuni degli elementi che popolano il nuovo spettacolo di Costanza Macras. Perché Berlin, Elsewhere, Berlino è altrove – la definizione che la coreografa argentina dà della sua città d’azione – è anche un altrove da se stessa. Altrove dalla storia che vuole lasciarsi alle spalle. Altrove la portano, inevitabilmente, le vite dei suoi concittadini, arrivati nella capitale tedesca da tutto il mondo. Altrove è anche un luogo della mente. Così in questo ultimo lavoro si incontrano persone che soffrono di ogni genere di malattie urbane, nevrosi, disturbi bipolari, feticismi, dipendenze consumistiche. Si evidenziano le cifre, il cambiamento che sta’ avvenendo nelle città, nelle società. I temi sono impegnativi: il deviare dalle norme stabilite, il problema del “confinamento”, dell’emarginazione e le sue conseguenze, l’immigrazione, l’emigrazione, l’esclusione, la follia e la lotta/sforzo costante. La follia e l’esclusione sembrano venire identificati, in questo spettacolo, come i fattori che riflettono, come due facce della stessa medaglia, che la condizione di esclusione, come una forma di pazzia, a sua volta genera nuova esclusione. Quanta follia è tollerata nella nostra società? Sembra chiedere. Che cosa significa esclusione in tempi dominati dall’abuso di droghe? La correlazione tra povertà, follia e la perdita dei diritti civili sembra immutata da secoli. Meccanismi di esclusione giornaliera, espressione della società in cui viviamo.
Questa volta, la stretta collaborazione con i suoi danzatori ha un grande ruolo: le loro esperienze personali e le loro biografie sono incluse nella coreografia. Una partitura di danza, teatro canto e musica sulla quale troneggia, detonante, una colonna sonora live.
La drammaturgia è di Carmen Mehnert; regia e coreografia di Constanza Macras, interpreti lo straordinario ensemble di Dorky Park: Hilde Elbers, Hyoung Min Kim, Fernanda Farah, Anouk Froidevaux, Denis Kuhnert, Johanna Lemke, Ronni Maciel, Ana Mondini, Elik Niv e Miki Shoji. Produzione Constanza Macras/Dorky Park. 
Con la realtà delle grandi città Constanza Macras si è già confrontata di frequente: “Scratch Neukölln“, “l’inferno sulla Terra“, “Big in Bombay“, “Paraiso sem Consolação” per la megalopoli brasiliana di Sao Paulo, la mega-città per eccellenza. Le grandi città sono la fonte più potente di ispirazione per l’artista. Come si era già confrontata, sotto altri punti di vista, con il tema della migrazione: I am not the only one, uno spettacolo in due parti sulla patria e sulla migrazione: cos’è spinge ad abbandonare la nostra casa, come ci sentiamo in terra straniera e perché decidiamo di restare senza rientrare mai più in patria? 
Constanza Macras è considerata una delle coreografe più all’avanguardia e più creativa. É nota per l’ironia, lo spirito, l’energia. I suoi lavori sono quasi sempre dedicati alla critica sociale. Gli argomenti, scagliati in modo potente e, sempre, ad alta voce. Apprezzata da molti, ma anche discussa e criticata, propone spettacoli che continuano a essere anarchici, furibondi, rumorosi, intrisi di danza, teatro e musica pop. È comprensibile ma non condivisibile, dal mio punto di vista, che alcuni suoi spettacoli possano far dire “di cattivo gusto”, mentre non trovo comprensibile come alcuni non riescano a cogliere come, i suoi eccessi, siano proprio il suo modo di avere uno sguardo schietto e preciso, con cui svelare molte falsità e ipocrisie. La sovrabbondanza di ginocchiere, cadute, eccessi, caos, aneddoti autobiografici, testi filosofici e memorabili battute (“Non si può sempre fare yoga, si deve anche avere il tempo di salutare il portiere.”) rientra nella peculiarità delle sue scelte, sempre sovraccariche che fanno sembrare gli spettacoli, sia pur strutturati con profondo rigore, caotici, disordinati amalgami di movimento, parola, video e musica. Ma, appunto, appaiono così, mentre leggendo un po’ oltre l’apparenza, sembrano riempirsi di uno studiato disordine.
Condivisibili o meno le scelte coreografiche, di messa in scena, di stile, Costanza Macras ha l’ardire di perseguire in un teatrodanza rabbioso e grottesco. Di insistere, come indagine, in un’estetica di esasperazione delle pratiche abitudinarie del quotidiano, del vocabolario gestuale e orale messo in scena. L’apparenza compulsiva delle sue creazioni riesce a evidenziare e denunciare, con coscienza, le deviazioni/perversioni – rispetto al senso comune, alle norme, a ciò che è considerato norma – della nostra epoca, così come, invece, le sue reali derive, sociali soprattutto. L’uso del corpo, così come lo getta sul palco la coreografa argentina, manifesta tutte le sue capacità passionali ed espressive. Il suo giocare costantemente con oggetti comuni e quotidianità, tra coralità concitata e più concentrate e introspettive esaltazioni, esasperazioni delle peculiarità dei suoi danzatori riflette inoltre l’influenza del Tanztheater tedesco, solo, unito a una aggressività tipicamente sudamericana.
A chi, per caso, non avesse mai visto uno spettacolo di Costanza Macras è un’esperienza che consigliamo. Rilassati, ironici e senza pregiudizi, di nessun tipo.
La follia può avere inizio, a Berlin, Elsewhere.
Federicapaola Capecchi
BERLIN, ELSEWHERE
DRAMATURGIE CARMEN MEHNERT
LICHT SERGIO DE CARVALHO PESSANHA
TON STEPHAN WÖHRMANN
BÜHNE UND KOSTÜME STEFANIE BRUHN
TÄNZER FERNANDA FARAH (BRASILIEN), MIKI SHOJI (JAPAN), RONNI
MACIEL (BRASILIEN), HILDE ELBERS (KANADA), ANOUK FROIDEVAUX
(KANADA, SCHWEIZ), DENIS KUHNERT (DEUTSCHLAND), ANA MONDINI
(BRASILIEN), HYOUNG-MIN KIM (KOREA), JOHANNA LEMKE
(DEUTSCHLAND), ELIK NIV (ISRAEL)
MUSIKERINNEN KRISTINA LÖSCHE-LÖWENSEN, ALMUT LUSTIG
DOVE:
GERMANIA
22. September 2011 | 20.00h
from 4 to 6 november 2011
Schaubühne am Lehniner Platz
Kurfürstendamm 153, 10709 Berlin, Germany
Tickets: +49 30 890023 – ticket@schaubuehne.de
http://www.schaubuehne.de/de_DE/home
ITALIA
Sabato 29 ottobre 2011, ore 21:00
Teatro Palamostre, Piazzale Diacono 26 – UDINE
CSS Teatro stabile di innovazione del Friuli Venezia Giulia
tel +39 0432506925
COSTANZA MACRAS
Constanza Macras è nata a Buenos Aires (Argentina) dove ha studiato danza e moda portando avanti il suo progetto artistico. Dopo aver studiato a New York al Merce Cunningham Studio and Movement Research, si è trasferita ad Amsterdam dove ha lavorato con Glen Eddy, Ivan Kranmar e Amanda Miller. Durante il suo soggiorno ad Amsterdam, ha presentato la sua prima coreografia al Dans Werkplaats, Entertainment Inc., 1995 e poi in numerosi altri teatri. Nel 1995 si è trasferita a Berlino dove ha danzato in numerose Compagnie. Nel 1997 ha fondato la sua Compagnia, la Tamagotchi Y2K (originariamente si chiamava Lonely Tamagotchi).
Tra il 1998 e il 2000, la Compagnia Tamagotchi Y2K ha presentato Wild Switzerland (1998), Face One (1999), In Between (2000) e Dolce Vita (2000); lavori che sono stati poi riproposti in vari teatri di Berlino e d’Europa. Dal 2001 al 2002 Constanza Macras (in collaborazione con Theater am Halleschen Ufer, Sophiensæle, e con il festival TanzImAugust) ha realizzato e presentato la trilogia MIR: A Love Story composta da Prologue, The Conquer e Endurance rappresentata poi al The Place Theater di Londra.
La coreografia PORNOsotros (una co-produzione Tamagotchi Y2K, Grand Theatre Groningen, Schaubühne am Lehniner Platz e TanzNacht Berlin 2002) è stata presentata allo Schaubühne am Lehniner Platz di Berlino.
Nel 2003 Constanza Macras ha fondato la Compagnia Dorky Park che ad oggi ha realizzato un importante progetto a Berlino: Back to the Present, presentato in un vecchio edificio dei primi anni del secolo scorso nel centro di Berlino, articolato in tutte le stanze dell’edificio, inclusi i due caffé e una sala da thé. Nell’estate 2003 Constanza Macras ha riadattato lo spettacolo per un palcoscenico teatrale, in collaborazione con lo Schaubühne am Lehniner Platz. Poco dopo, Constanza Macras è stata invitata dallo Saarländisches Staatstheater di Saarbrucken come coreografa ospite.
Altro progetto significativo di Constanza Macras/Dorky Park è Scratch Neukölln. Prima produzione del nuovo Teatro di HAU, Scratch Neukölln inserisce la Compagnia in mezzo a un gruppo di bambini provenienti prevalentemente da famiglie di immigrati recentemente trasferitesi a Neukölln. La coreografia ha debuttato a HAU Eins nel dicembre 2003.
Gli ultimi lavori di Constanza Macras per Dorky Park sono stati Big in Bombay, No Wonder, Sure, Shall we talk about it?, I am not the only one.
Constanza Macras continua a lavorare con i più grandi teatri di Berlino, tra i quali il Volksbühne, la Sophiensaele, lo HAU e il Schaubühne am Lehniner Platz. Le sue produzioni Back to the Present, Big in Bombay, MIR – A Love Story, Sure, shall we talk about it? e Scratch Neukölln sono state presentate in tutta Europa (Francia, Italia, Olanda), negli Stati Uniti, in Giappone e in Corea.

















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